Lutto
Gaia, braccio di ferro tra sindaco di Camaiore e presidente Lattanzi
Richiamo di Del Dotto in materia di balneabilità del mare L’azienda: i Comuni approvino il Piano finanziario
CAMAIORE. C’è ancora il nodo della presidenza sul tavolo dei Comuni soci dell’azienda idrica Gaia e questa mattina i sindaci della Versilia si riuniscono a Forte dei Marmi per tentare di scioglierlo. I vecchi accordi prevedevano un presidente espresso da Massa o Carrara, ma Viareggio ci ha fatto un pensierino e fino a qui ad un dopo Nicola Lattanzi non si è arrivati. Sul tavolo del confronto, oggi, anche la posizione espressa pubblicamente dal sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto: «Nessuno spazio deve essere lasciato a chi sta lavorando per far chiudere Gaia, dandoci come unica prospettiva quella della totale privatizzazione conclusa con due spiccioli». Ma, soprattutto - con la Versilia alle prese con i divieti di balneazione non ancora iniziata - «Abbiamo bisogno di restituire a Gaia la piena dignità di impresa totalmente pubblica finalizzata al servizio del cittadino e versata alla tutela dell'ambiente». Per cui, poco interessa il nome che sarà scelta. Perché tutto si gioca sulla «competenza di base (non necessariamente coincidente con un territorio o con una parte politica)» e sul fatto «che quei soggetti che saranno incaricati lavorino per il raggiungimento di tre obiettivi». Che Del Dotto così descrive: «La sostenibilità della tariffa (spalmando gli investimenti e i debiti su un arco temporale ben più lungo dell'attuale e, comunque, garantendo ai comuni il rispetto pieno del Piano di rientro che Gaia deve rispettare); un serio piano di investimenti per la tutela dell'ambiente (la balneazione e le acque superficiali, da un lato, e l'uso sostenibile della risorsa idrica, dall'altro lato); e una autentica politica sociale». Quest’ultimo no significa «niente contatori alle fontane pubbliche niente distacchi di contatore per indigenti, famiglie con malati o bambini piccoli, che dimostrino di non possedere reddito».
L’indicazione del sindaco di Camaiore - anticipata dal “Tirreno” appena qualche settimana fa - rimane quella già messa al centro del confronto: «Unificazione di direttore generale e presidente, soluzione che farebbe risparmiare il compenso sinora assegnato al presidente e renderebbe più incisivo il suo ruolo, affidato a una figura tecnica che sinora ha lavorato con autorevolezza per salvare Gaia dal baratro in cui la politica l’aveva lasciata nel 2008».
Nicola Lattanzi, attuale presidente di Gaia, rilancia la palla ai Comuni soci dell’azienda idrica, balneazione compresa. «Abbiamo fatto ben presente ai sindaci che la strada che devono percorrere è quella del riconoscimento del Piano finanziario approvato dall’Autorità idrica toscana». Le banche, alle quali Gaia deve chiedere un maxi finanziamento dal 120 milioni, chiedono garanzie che non vi saranno contenziosi con gli Enti pubblici. «E senza quelle cifre - continua Lattanzi - Gaia non ha risorse per interventi straordinari come sono quelli per garantire la balneazione». Un quadro che non significa che l’azienda se la passi male: «Gaia non è mai stata così in salute», sottolinea Lattanzi. Ma per portare a termine il piano di lavori concordato in Regione (che ha erogato 5 milioni per i primi interventi in parte in corso) è necessario che l’operazione con le banche (Monte dei Paschi e Banca Intesa) vada a buon fine. «Altrimenti i sindaci dovranno cercare sul mercato privato le alternative». Passaggio che - è la risposta di Del Dotto - «è impedito dalla legge ed è bene ricordarlo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
