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I familiari: «Dolore immenso» Il Comune: «Non li seguivamo»

I familiari: «Dolore immenso» Il Comune: «Non li seguivamo»

MASSAROSA. «Un dolore immenso». Poche parole da parte dei familiari di Roberto Poletti e della moglie Ortensia Francesconi. «Erano una coppia che ha trascorso una vita intera dedita agli altri»,...

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MASSAROSA. «Un dolore immenso». Poche parole da parte dei familiari di Roberto Poletti e della moglie Ortensia Francesconi. «Erano una coppia che ha trascorso una vita intera dedita agli altri», ricordano quando la giornata peggiore della loro vita si avvia al termine. Non c’è altra spiegazione/ricostruzione possibile alla tragedia esplosa ieri: «Lui voleva farla finita insieme a lei», raccontano con la mente rivolta ai giorni che i due coniugi hanno passato insieme, con i figli, gli amici, il mondo del volontariato che li vedeva protagonisti.

Intorno a Roberto ed Ortensia e alla terribile malattia di lei, afflitta da anni dal morbo di Alzheimer, solo i tre figli. Che si davano il cambio nello stare vicini a Poletti.

È sotto choc come tutti gli abitanti di Stiava. L’assessore alle politiche sociali del Comune di Massarosa, Simona Barsotti, conosce bene la famiglia. Ma nonostante le condizioni di salute della donna, però, il suo assessorato non si mai occupato del caso. La famiglia, infatti, ha sempre provveduto di propria iniziativa a curare ed assistere l’anziana ammalata. A confermarlo è la stessa Barsotti, contattata dal “Tirreno”: «Non sono mai stati in carico ai nostri servizi sociali - spiega l’assessore, che ha anche la delega alle politiche per i pensionati - e al massimo beneficiavano dei soli servizi di base offerti dall’Azienda sanitaria locale. Parlo delle visite infermieristiche a domicilio in caso di bisogno e di richiesta da parte dei familiari». Insomma, Roberto, la figlia Roberta ed i due fratelli di lei che gestiscono il bar “Da Macedo” hanno dovuto affrontare la malattia da soli. Una situazione tutt’altro che facile, che si è protratta per anni: l’una nella malattia devastante, l’altro impotente di fronte a tanto dolore della donna amata. (d.f.)

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