La manifestazione
Rischio crollo chiusa la ferrata del monte Procinto
Decisione del Cai dopo la segnalazione di un’escursionista «Masso troppo pericoloso, potrebbe ammazzare qualcuno»
STAZZEMA. «Lo scoglio, ove il sospetto fa soggiorno». Così, nel 1525, il poeta Ludovico Ariosto aveva descritto nei suoi “Cinque Canti” il caratteristico skyline del monte Procinto. È una delle montagne rocciose più suggestive delle Alpi Apuane, ma che da un paio di giorni non è più accessibile. La famosa ferrata del Procinto è stata infatti chiusa a causa di un masso pericoloso che potrebbe distaccarsi e cadere sul percorso attrezzato.
A diffondere la notizia attraverso un post sulla pagina Facebook e a prendere la decisione di sbarrare l’accesso, è stato il Club alpino italiano di Firenze, che ha competenza sulla via ferrata che permette di raggiungere la cima rocciosa del comune di Stazzema.
A quanto pare il rischio sarebbe elevato. Ad accorgersene è stata per caso una signora, che è salita sul Procinto qualche giorno fa. «La segnalazione è arrivata a noi – ha spiegato Cristian Leonardi, presidente del Club alpino italiano di Forte dei Marmi – che l’abbiamo subito girata al Soccorso alpino, e alla Scuola di alpinismo, oltre che al Cai di Firenze essendo loro i diretti responsabili».
Così due persone esperte del Club alpino hanno eseguito un sopralluogo riscontrando che in effetti c’è un sasso pericoloso che se cadesse potrebbe interessare la ferrata. Dunque, per precauzione il presidente Alfio Ciabatti del Cai di Firenze ha deciso di diramare a tutta la Toscana l’informazione e di chiudere quindi la famosa via alpina versiliese.
«Non ho ancora avuto modo di vedere le fotografie - riferisce Cristian Leonardi – ma anche se fosse grosso soltanto come un pallone sarebbe molto pericoloso. Se cadesse giù, da determinate altezze, potrebbe ammazzare qualcuno».
Adesso non rimane che toglierlo, anche se non sarà un’operazione semplice poiché dovrà essere eseguita dagli alpinisti in corda. «In collaborazione anche con il Soccorso Alpino e il Cai di Firenze – dice ancora Leonardi - cercheremo di organizzare la rimozione del masso».
La competenza sulla ferrata, come detto, è del Club alpino di Firenze in quanto fu donata proprio dalla sezione fiorentina del Club alpino, e nel 1893 divenne operativa: rende facilmente accessibile la vetta (a quota 1.177 metri di altezza) a chi non soffre di vertigini avendo un dislivello di centocinquanta metri. Fu una delle prime vie ferrate aperte in Italia, ma che già nel 2012 venne coinvolta da una frana che la rese impraticabile per diverso tempo.
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