Il Tirreno

Versilia

Il mare torna pulito ma non dappertutto

di Matteo Tuccini
Il mare torna pulito ma non dappertutto

Resta il divieto sul lato viareggino della Fossa dell’Abate

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VIAREGGIO. Un colpo di scena che nessuno si aspettava. Meno che mai il Comune di Viareggio, che era pronto a ufficializzare la revoca del divieto di balneazione come i colleghi di Camaiore e Pietrasanta. Fatto sta che ieri l’Arpat ha dato il via libera per la revoca dei divieti sul lato Lido della Fossa dell’Abate e sul lato nord della foce del Motrone, perché lì il mare è tornato ufficialmente pulito. Mentre sul lato viareggino della stessa Fossa dell’Abate lo stop alla balneazione resta: le nuove analisi eseguite giovedì da Arpat sulle acque a sud della foce, che seguivano quelle di tre giorni prima, non hanno evidenziato miglioramenti in questo punto del litorale. I valori della presenza di batteri fecali - che indicano acque sporcate da liquami - restano preoccupanti. Per questo Arpat ha deciso di ripetere le analisi. Bisognerà attendere altre 48 ore prima di avere una risposta definitiva. Ma l’impressione è che, a prescindere dal verdetto, il pasticcio sia ormai fatto. Per la preoccupazione dei balneari e di tutti gli operatori turistici, non solo viareggini.

Si era atteso a lungo il responso di Arpat per le nuove analisi eseguite giovedì scorso, dopo i divieti di balneazione scattati il giorno prima. Per quanto riguarda la parte della Fossa dell’Abate nel Comune di Camaiore, cioè il lato Lido, si è passati da una presenza elevatissima di escherichia coli ed enterococchi intestinali, con sforamenti fino a trenta volte il valore massimo consentito - con relativo stop - a misurazioni nettamente entro il limite massimo. Questo ha fatto sì che il Comune di Camaiore potesse far scattare la revoca dello stop, per la gioia dei sette stabilimenti balneari che rischiavano di veder rovinato il fine settimana. Ben più contenuti erano stati gli sforamenti che avevano imposto lo stop sui 100 metri di spiaggia a nord della foce del Motrone: anche in questo caso il Comune di Pietrasanta ha potuto fare marcia indietro una volta ricevuti i dati rassicuranti di Arpat.

A sorpresa, invece, il Comune di Viareggio è stato informato che Arpat aveva deciso di ripetere le analisi. Perché i valori emersi erano ancora preoccupanti. Una notizia emersa ieri, che lascia sconcertati: com’è possibile che a sud della foce della Fossa dell’Abate le acque restino più sporche, quando la corrente va a nord? Domanda a cui al momento non c’è risposta. L’unica cosa sicura è che si saprà solo domani se le nuove analisi eseguite dai tecnici dell’agenzia regionale permetteranno la revoca del divieto.

Nel frattempo prosegue la corsa delle amministrazioni pubbliche per evitare nuove figuracce, dopo le molte già collezionate negli ultimi anni. Il sindaco Alessandro Del Dotto, che è capofila del progetto per la lotta all’inquinamento delle acque versiliesi, ha assicurato nella metà di luglio un termine giusto per l’utilizzo dell’acido peracetico. Una prima soluzione che servirà a disinfettare fiumi e fossi, raccoglitori dei liquami - colpa di un sistema di depurazione incompleto oltre che degli scarichi abusivi - che poi vanno a finire in mare nei giorni di pioggia più insistente. La vera soluzione, però, si avrà quando verrà realizzato un sistema fognario completo in tutta la Versilia. Fino ad allora non ci si sveglierà dall’incubo.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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