Il dolore
Virzì: Viareggio sei meglio della Croisette
Il regista presenta all’Eden “La pazza gioia” che ha girato in città: «Qui come a casa mia»
VIAREGGIO. «Ma che cos’è Cannes in fondo? Una piccola Viareggio». L’ingresso di Paolo Virzì in Passeggiata è un inno alla città.
Il regista livornese ha scelto Viareggio, e il Carnevale, per girare le scene più importanti del suo ultimo film, La pazza gioia, che ieri ha presentato al cinema Eden.
«Qui abbiamo vissuto giorni indimenticabili» ha detto Virzì poco prima della proiezione del film.
Per il regista, da poco tornato dal Festival del cinema di Cannes, dove la sua opera è stato accolta con 10 minuti di applausi, la Passeggiata è meglio della Croisette. Perché Viareggio «è un luogo dell’anima» per Virzì. Lo è «nel senso che - spiega - ho dei legami, dei ricordi infantili, belli e brutti: la gioia del Carnevale e il mal di testa delle botte che mi davano in testa da piccino (ride, ndr). E poi la Passeggiata elegante che ancora vibra di bellezza, anche se ha patito momenti brutti. Viareggio è stata molto accogliente. Jacopo, il nostro piccolino, non voleva più venire via».
Viareggio molto più che un set per il suo film, quindi. «Mi sono sentito a casa e mi emoziona essere qui, incontrare di nuovo la città» ha detto il regista in piazza Mazzini, dove è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri per salutare il pubblico. Un’ora e mezzo di chiacchiere, fotografie, autografi al Caffé Fappani, con tanto di cocktail a tema ideato proprio per Virzì.
E lui, tra un sorso e l’altro, è andato a sedersi sul muretto di piazza Mazzini, che separa la spiaggia dalla Passeggiata: lì dove le due donne protagoniste del film, Donatella (Micaela Ramazzotti) e Beatrice (Valeria Bruni Tedeschi), si stringono in un abbraccio di salvezza e disperazione. Un luogo bellissimo per il regista, tanto da averlo scelto per la locandina del film. «Su quel muretto - racconta con lo sguardo verso il mare - Donatella e Beatrice si sono finalmente abbracciate e hanno sancito una specie di relazione affettiva terapeutica, che vorrei fosse di esempio per tutti. Quando sentite il dolore intorno, la frustrazione, c’è una frase importante da dire: ti voglio bene. È quello che dicono a Beatrice per calmarla». Tra i luoghi dell’anima di Virzì c’è anche la Passeggiata «che guarda verso Nord».
A chi gli chiede poi se Viareggio può ancora dare qualcosa al cinema, lui risponde che «sì, certo che può». E l’accoglienza che lui ha ricevuto durante le riprese de La pazza gioia, ne è la dimostrazione.
Riguarda l’intera città. Non è solo un discorso professionale, ma umano e artistico. Lo dice anche la moglie, Micaela Ramazzotti, nel video-messaggio mostrato poco prima della proiezione del film al cinema Eden. «Grazie Viareggio per l’amore dimostrato. Sento che mi volete bene, e io ne voglio a voi».
Al Caffè Fappani, ad accogliere il regista, c’erano anche il sindaco Giorgio Del Ghingaro, il vicesindaco Rossella Martina, e il senatore Pd Andrea Marcucci, presidente della commissione cultura a Palazzo Madama.
In Passeggiata inoltre, Virzì ha incontrato i bambini, i ragazzi e i cittadini rimasti senza piscina, dopo la chiusura delle vasche comunali del 5 aprile scorso. Loro hanno “rubato” al regista una frase del suo film - «E te bimba mia, ti devi aiutare da sola» - scrivendola sui volantini che hanno distribuito nel pomeriggio di ieri. Lui ha risposto con un «riapriamola questa piscina!».
Il gran finale è stato all’Eden, dove il regista ha incontrato il pubblico subito dopo il film.
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