Sicurezza
No al distretto sanitario accorpato con Massa
La delibera votata durante un consiglio comunale all’insegna della bagarre Pd, Cinque Stelle e Sinistra per Pietrasanta per protesta abbandonano l’aula
PIETRASANTA. Bagarre in consiglio comunale. La seduta di ieri mattina è stata infatti caratterizzata dall’uscita dalla sala consiliare delle minoranze - Pd, 5 Stelle, Sinistra per Pietrasanta - a margine della votazione di 3 mozioni relative alla Carta di avviso pubblico, orti sociali e distretto sanitario. Quest’ultima mozione, votata dalla sola maggioranza, ha come obiettivo quello di evitare «l’accorpamento dei comuni versiliesi con il vicino distretto di Massa Carrara con conseguenze per i servizi erogati dall’ospedale Versilia che sta già subendo tagli ai servizi e al personale» si legge in una nota di palazzo. «La minoranza, anche in questa occasione, non si è presa le responsabilità su temi decisivi come la sanità e la vicenda tragica di Mandriato - riconoscimento di un debito fuori bilancio per la bonifica di un'area privata, ndr - dove ci sono responsabilità evidenti da parte dall'amministrazione precedente. Sulla sanità il Pd ha una posizione - ha detto il sindaco Massimo Mallegni - che non può manifestare apertamente perché significherebbe andare contro le direttive regionali. In questo mese e mezzo abbiamo provato, a più riprese, di organizzare un consiglio comunale congiunto con tutti i comuni versiliesi per approvare una mozione. Le minoranze hanno difeso la posizione del Pd regionale che vuole disintegrare la sanità della Versilia per agganciarsi a quella vicina di Massa Carrara».
Parole rigettate dal capogruppo Pd Rossano Forassiepi. «Al contrario, noi volevamo introdurre alcune mozioni per rafforzare la posizione del nostro distretto sanitario, altro che accorpamento con Massa. Mallegni, al solito, strumentalizza, ma non ci può prendere per fessi perché la pazienza ha un limite:le integrazioni delle minoranze vengono sempre bocciate o devono prima passare in altre sedi istituzionali.quelle di chi governa, invece, non seguono analogo iter. E questo non è giusto».
Critico anche Michele Lari, 5 Stelle. «Abbiamo richiesto il ritiro della mozione sul distretto sanitaro per trovare una maggiore condivisione sul testo in una commissione: la maggioranza si è opposta, palesando la logica dei due pesi e due misure in base al proponente del testo. Sì perché a noi viene sempre richiesto di ritirare le proposte e passarle in commissione, la maggioranza invece impone i propri numeri. La discussione si dovrebbe spogliare dell'ideologia politica quando le proposte sono di buon senso e non di parte come l'adozione di un codice etico o l'adesione a un progetto che finanzia orti sociali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
