Il Tirreno

Versilia

È da qui che si riparte per ridare a Viareggio la bellezza smarrita

di ADOLFO LIPPI
È da qui che si riparte per ridare a Viareggio la bellezza smarrita

di ADOLFO LIPPI Viareggio può sperare in un gran ritorno della bellezza? A partire dalle pinete, il paesaggio che incantò cittadini, forestieri e tanti artisti, può nuovamente risplendere? Su questi,...

3 MINUTI DI LETTURA





di ADOLFO LIPPI

Viareggio può sperare in un gran ritorno della bellezza? A partire dalle pinete, il paesaggio che incantò cittadini, forestieri e tanti artisti, può nuovamente risplendere? Su questi, che purtroppo sono interrogativi, s’è tenuto il convegno alla Capannina del Marco Polo organizzato da Alessandro Pesci, assessore alla rigenerazione del territorio, alla presenza del sindaco Giorgio Del Ghingaro, dell’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, di Luigi Ficacci soprintendente per le Belle Arti e il paesaggio, del presidente della Fondazione Carilucca Arturo Lattanzi. Dal convegno si sono avute clamorose risultanze: 500 ettari di pineta alla Lecciona attaccate da un parassita assassino stanno morendo e verrà abbattuta una vasta alberatura; la Regione ha in risparmio 5 milioni da destinare alla forestazione (e Viareggio può approfittarne); e poi il Comune, esacerbato da un’esclusione, ha intenzione di uscire dall’Ente Parco dove nel nuovo cda non vi è un viareggino. Inoltre la Cassa ha intenzione, secondo priorità ben definite, di finanziare resurrezione della passeggiata e risistemazione della terrazza della Repubblica.

Occasione per il convegno i lavori in corso nel parco della pineta di ponente che vengono realizzati col contributo della Fondazione bancaria. A raccontarli sono intervenuti, tra gli altri, Franco Mungai, sindaco di Massarosa, nonché responsabile tecnico della Fondazione, Francesco Lunardini, agronomo e progettista dei lavori, il prof Fabrizio Cinelli dell’Università di Pisa, Marinella Spagnoli, consigliere per il verde del Comune di Viareggio, l’architetto Giovanni Mugnai.

La filosofia che ha ispirato i lavori è quella di ridare alla pineta di levante un valore paesaggistico, una sostanza di sicurezza (allontanando spacciatori e borsaioli), una continua attenzione alle piante sicchè chi torna arroventato dalle spiagge possa, come una volta, ristorarsi alla benefica ombra dei secolari pini.

Ahimè, tanti sono però stati, nel tempo, gli attentati alle pinete. Come ha ben illustrato Antonio Dalle Mura, consigliere nazionale di Italia Nostra: un tempo in pineta si fecero perfino le opere liriche e fu costruito nel 1940 un rilucente teatro di marmi e mattonato rosso. Vi lavorò ancor prima Enrico Pea. E la pineta fu dipinta da Galileo Chini e Mario Marcucci. Ma quanti templi del divertimento si ebbero: da Pino sul Tetto dove si pattinava, al Gatto Nero dove iniziò le sue magiche stagioni Sergio Bernardini. E poi vi erano gli Internazionali di Tennis, ricordati al convegno dalla presenza del presidente Giorgio Fazzini e dal direttore Marco Francesconi. In pineta un’intera città, durante i bombardamenti del ’44, si rifugiò nelle buche salvifiche. Sempre in piena si raccoglievano i “pinugliori” per le baldorie dell’8 settembre.

Forte nella memoria dei viareggini questo parco, spazio pubblico dentro la città, è ancora con i suoi 54.000 mq enorme patrimonio di bellezza. Con vera suggestione il biologo Paolo Ercolini ha spiegato quali rari fiori e animaletti (a parte le zanzare che potrebbero essere debellate con minimi accorgimenti) abitino la lussureggiante vegetazione, mentre Marinella Spagnoli sottolineava le funzioni del parco: educazione ambientale, aggregazione giovanile, intrattenimento, biodiversità, verde terapeutico.

A proposito di intrattenimenti vorrei rammentare che Stefania Sandrelli, a soli 16 anni, fu eletta Miss dei bagni proprio alla Capannina e io vi condussi una sera Leonida Repaci, Giuseppe Ungaretti e Gianni Granzotto e Dino Buzzati in una straordinaria giuria per l’elezione di una Miss Italia. Ben a ragione però il sindaco ha detto che “basta coi lacrimoni sul passato” eccezionale di Viareggio. La città richiede un nuovo rinascimento. Il rilancio deve partire proprio dalla messa a posto della pineta di levante, squartata da parassiti e inserimenti edilizi.

L’assessore Remaschi ha annunciato quanto la Regione spenda per la forestazione. E quanto sia rimasto in tasca per progetti da proporre: un treno da non perdere. Riuscirà questa generazione afflitta dal degrado delle piazze e della passeggiata a uscire dalla sofferenza? Con questo convegno gli interrogativi son tornati a diminuire. Ne va anche della questione culturale. Luigi Ficacci ha svolto una lectio magistralis sul rapporto cultura umanistica-cultura scientifica. Raccontando come da secoli hanno imparato a congiungersi l’arte e la poesia con la botanica. Un pensiero va “Alla pioggia nel pineto” di D’Annunzio che scrisse l’Alcyone proprio in Versilia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa