Il Tirreno

Versilia

Dalla Corsica a Lido remando su una tavola

Gabriele Noli
Luca Palla a fianco della tavola da Sup con cui attraverserà il Mar Tirreno dalla Corsica fino a Lido di Camaiore
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Luca Palla a fianco della tavola da Sup con cui attraverserà il Mar Tirreno dalla Corsica fino a Lido di Camaiore

Dopo la Tyrrhenian Gladiator, nuova impresa per il viareggino Luca Palla: «Una sfida per l’ambiente»

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LIDO. Un anno e mezzo fa si inventò una personalissima folle sfida, la Tyrrhenian Gladiator: da Viareggio a Santa Marinella col sup, in bici e a corsa. Qualcosa di estremo, inconcepibile per alcuni. Luca Palla intende superare se stesso con un’impresa, se possibile, ancor più complicata: raggiungere il bagno Cavalluccio di Lido di Camaiore - dove ha sede la sua Water Academy - partendo dalla Corsica. Come? Pagaiando sulla tavola sup, per portare a termine questa prova estrema che, stima il surfista, durerà circa 24 ore.

Visceralmente innamorato del mare («il mio grande e inseparabile amico blu», lo definisce), Palla ha ricevuto la bandiera di Sea Shepherd, proprio mentre la Brigitte Bardot era ormeggiata nel porto di Viareggio. «Ho coronato un sogno - afferma - la porterò con orgoglio e onore durante questa mia missione insieme all'equipaggio del Cetus che con Silvio Nuti mi seguirà a bordo di quello stesso catamarano che da anni solca questi specchi d'acqua preziosi quanto bisognosi di essere preservati».

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Non ci sono trofei da mettere in bacheca né medaglie da conquistare. «Solo» l’esigenza di comprendere i propri limiti e superarli una volta di più, facendosi promotore di messaggi che vanno oltre l’aspetto agonistico: il rispetto dell'ambiente e di tutto ciò che ci circonda. «La ditta 99 mi ha aiutato realizzando una tavola per questa sfida. La speranza che in tanti possano fare un esame di coscienza e diventare migliori sin dai piccoli gesti, da quella stupida sigaretta lasciata sulla sabbia, da quella bottiglia abbandonata in mare e dall’indifferenza che è la principale causa di questa autodistruzione che abbiamo innescato».

Ha dato connotati nuovi alla sua vita, ha ricominciato da capo trasformando un lavoro in una passione con risvolti di utilità sociale. «Sono stufo di incrociare sulla mia rotta cassette di polistirolo, plastiche, scie di scarichi abusivi. Fermiamoci e proviamo a capire che dobbiamo lasciare un futuro a quelli che verranno dopo di noi». Sul corpo si è tatuato la frase “I problemi non sanno nuotare”. Un modo per alienarsi dai problemi quotidiani e ritrovare la serenità d'animo tanto cercata.

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