Il Tirreno

Versilia

Quello scempio davanti al Pontile

di Alessandro Bracci
Quello scempio davanti al Pontile

Una lunga guerra legale blocca i lavori di trasformazione dell’ex hotel Principe e deturpa uno dei punti più belli di Lido

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LIDO DI CAMAIORE. Uno scheletro di mattoni, lamiere e ponteggi si staglia di fronte al pontile di Lido, deturpando il paesaggio circostante. È il cantiere dell'ex hotel Principe sul lungomare Pistelli: i lavori che lo riguardano sono fermi da tempo per alcune dispute legali, lasciando così l'area in costruzione abbandonata a se stessa in un infinito stand-by, in attesa di decisioni definitive. Chi rischia di pagare indirettamente e a caro prezzo questa guerra a colpi di carte bollate è il sistema turistico di Lido, che vede messa a rischio la propria reputazione: presentarsi con questo biglietto da visita alla bella stagione sarebbe un clamoroso autogol per una località che vive essenzialmente di turismo. Il fondo dell'ex albergo, che nel 2013 è passato dal Comune alla ditta lucchese Dierre srl, avrebbe dovuto ospitare un palazzo di quattro piani, con cinque appartamenti di moderna concezione ed un fondo commerciale. Tutt'altra solfa rispetto alla "lussuosa" sede di bivacco con vista mare utilizzata indebitamente fin lì da persone senza fissa dimora, una volta dismessa la vecchia pensione.

Il condizionale non è casuale dato che i lavori sono stati interrotti nei mesi scorsi dopo il ricorso impugnato dai proprietari degli stabili più prossimi relativo all'inadempienza delle distanze minime di alcuni terrazzi, inferiori alla soglia dei dieci metri prevista dalla norma. Per la cronaca, se in principio il Tar aveva revocato il permesso di costruire (datato settembre 2014) emanato a suo tempo dal Comune e ordinato l'abbattimento di parte dello stabile - dando ragione alla parte ricorrente che comprende la proprietà dell'Hotel Nuovo Tirreno e dell'abitazione confinante con la struttura in costruzione - il Consiglio di Stato ha poi rivisto la sentenza di primo grado imponendo l'abbattimento solamente dei balconi incriminati. Un tira e molla che ha ovviamente finito per ingigantire i tempi di permanenza del cantiere: la questione si prolungherà ben oltre la fine dell'estate, con buona pace degli esteti.

Tutto ciò non può lasciare indifferenti gli operatori turistici della zona: l'impatto visivo che il cantiere momentaneamente abbandonato offre è oggettivamente tremendo. Il centro nevralgico del turismo estivo lidese è sfigurato dalle impalcature, dai tristi resti di un lavoro interrotto a metà. Un pessimo biglietto da visita per la frazione a mare a cui si dovrebbe quanto prima trovare rimedio efficace.

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