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Versilia

Prima intesa sindacale per 33 lavoratori

Prima intesa sindacale per 33 lavoratori

Oggi continua la trattativa con l’amministrazione per quelli che passeranno a Mover e alla Sea

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VIAREGGIO. Giornate convulse in vista della scadenza dell’esercizio provvisorio, fissata al 31 maggio dal giudice del Tribunale fallimentare di Lucca. Ieri era fissato un nuovo appuntamento tra amministrazione comunale e sindacati per definire gli accordi relativi ai passaggi dei lavoratori della società fallita alla ex Asp (che deve ancora essere costituita formalmente), alla Mover e a Sea. Un confronto che prosegue nella giornata di oggi, ma che nella serata di ieri si è concluso con la firma di una preintesa sul futuro dei 33 lavoratori che passano ad “I Care”. «Contiamo di chiudere nei tempi necessari al fine di attuare la mobilità per tutti i 63 dipendenti della Patrimonio», spiega l’assessore Valter Alberici che alla trattativa ha partecipato insieme alla collega Laura Servetti, «e confermare l’impegno assunto fin dalla campagna elettorale».

Michele Massari, per la Funzione pubblica-Cgil, racconta: «Abbiamo firmato la preintesa per fissare alcuni contenuti. Resta inteso che l’assemblea dei lavoratori è sovrana». Assemblea che sarà chiamata votare sulla chiusura dell’accordo e sui suoi contenuti, «appena la trattativa sarà chiusa per tutti», spiega Massari. Il sindacato chiedeva sei livelli impiegatizi, e dunque, la chiusura dell’accordo a 39 lavoratori dalla Patrimonio alla futura “I Care”. Il confronto su questo punto è durato a lungo, ma l’amministrazione non si è discostata dalle scelte del Piano finanziario della nuova società. Piano sottoposto al parere dei revisori dei conti e ancora da approvare in un consiglio comunale che al momento non ha data. La Conferenza dei capigruppo di ieri mattina si è conclusa con un niente di fatto e si ipotizza una seduta urgente sabato 28 maggio od una ordinaria il 30, il giorno prima della scadenza dell’esercizio provvisorio della società dichiarata fallita il 15 settembre dello scorso anno.

Rimangono, nella preintesa, l’assunzione con le modalità del Jobs Act al livello più basso del contratto del commercio, rivedibile passati sei mesi con esamino in mezzo, mentre non c’è stato spazio - sembra di capire - per il mantenimento dello status di dipendente pubblico per chi era entrato nella società “in house” tramite concorso.

Insomma, come si dice “luci e ombre”. Con il particolare di quella «umiltà” che viene richiesta ai lavoratori della Patrimonio nel Piano finanziario di “I Care”. Dicitura che non si è capito se in consiglio comunale sarà o meno cassata.

«Io non penso che in Cgil vi sia qualcuno che possa firmare un’intesa a ribasso sui diritti dei lavoratori», è il commento di Massimiliano Bindocci, per la Filcams Cgil, categoria che annuncia l’intenzione di fare un passo verso la Filcams-Cgil «perché non può trattare l’iter che seguiranno in “I Care” contratti che non sono di sua competenza come categoria».

Mover. Ieri è stato anche il giorno dell’incontro in Prefettura per quanto riguarda la società della sosta pubblico-privata. Incontro convocato dal Prefetto Giovanna Cagliostro, su istanza di Filt Cgil e Fisascat Cisl. Al centro del confronto il trasferimento a Mover di sette dipendenti della Patrimonio (non è mai stata abrogata la delibera che ne contava 13). Con specifico riferimento ai dipendenti che confluiranno in Mover, l’assessore Alberici - si legge in una nota della Prefettura - «ha chiarito che tre saranno destinati a svolgere funzioni di vigili e quattro svolgeranno il servizio informativo territoriale, che potrà essere messo a disposizione anche di altre società partecipate o di altri Comuni». Lo stato di agitazione è stato revocato. (d.f.)

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