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L’arte di Keith Haring in vetrina a Pietrasanta

L’arte di Keith Haring in vetrina a Pietrasanta

PIETRASANTA. Sedici opere d’arte del maestro della pop art Keith Haring saranno esposte nella galleria Italian Art Factory di Pietrasanta da domani al 30 settembre con ingresso libero. Si tratta di...

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PIETRASANTA. Sedici opere d’arte del maestro della pop art Keith Haring saranno esposte nella galleria Italian Art Factory di Pietrasanta da domani al 30 settembre con ingresso libero. Si tratta di terracotte, disegni, acrilici e gadget provenienti da una collezione privata. Al vernissage in programma alle 18 sarà presente Vittorio Sgarbi. La mostra “K. H. Pietrasanta” sarà allestita negli spazi del concept store di Robot City dedicato all’arte, al design e al lifestyle, in via Garibaldi 22, con l’intento di ricreare uno dei “Pop shop” concepiti da Keith Haring. Sarà quindi un omaggio allo storico punto vendita creato dall’artista a Soho nel 1986.

Dedicato alla vendita dei suoi gadget, aveva lo scopo di rendere l’arte accessibile a chiunque, in particolare a quel pubblico facente parte delle comunità afroamericane e ispaniche e in generale delle minoranze della downtown newyorkese degli anni Ottanta, che sono state una grande fonte di ispirazione per l’artista. Nella galleria Italian Art Factory saranno in vendita alcuni oggetti del merchandising ufficiale, come magliette e cappellini provenienti dalla Fondazione Keith Haring di New York che si occupa di reperire i fondi per il sostegno dei malati di Aids e per i programmi dedicati all’infanzia.

Tra le opere in mostra ci saranno due acrilici su legno del 1981, due esempi della produzione in terracotta realizzati nel 1989, cataloghi di stampe multiple in edizione limitata, poster e anche due giocattoli della serie limitata “Andy Mouse”, tributo al suo amico Andy Warhol sotto forma di pupazzo di plastica ispirato a Topolino.

Keith Haring era nato a Kutztown il 4 maggio 1958 da genitori di origine tedesca, ultimo di quattro figli. Appassionato dall’arte si trasferisce a New York per frequentare la School of visual arts e partecipare alle manifestazioni di protesta sociale dei movimenti giovanili. All’inizio della sua carriera si dedica al graffitismo, soprattutto sulle superfici pubbliche della metropoli americana, con l’idea che l’arte è per tutti, non solo per un’élite ristretta. I suoi simboli dalle forme semplici, come il bambino radioattivo e il cane che abbaia, sono insieme moderni e antichi. «Quello che mi interessa – diceva Haring – è che i miei disegni potrebbero estendersi su qualsiasi superficie, come i geroglifici egizi, i pittogrammi maya o indios. I miei disegni vogliono attivare una superficie e diffondere energia. Trasformare una superficie neutra anonima, dandole personalità».

L’artista muore il 16 febbraio1990 a New York. La galleria Italian Art Factory, inaugurata il 7 giugno 2014 nel centro storico di Pietrasanta, fa capo alla società Robot city, l’azienda di Carrara specializzata nella trasformazione del marmo, guidata da Gualtiero Vanelli. Orari della mostra: giovedì e venerdì 16-20; sabato e domenica 11-13 e 16-20.

Daniela Salvestroni

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