Sicurezza
L’acido peracetico? Dopo due anni gli stessi dubbi
LIDO DI CAMAIORE. I dubbi sono gli stessi di due anni fa. L’Arpat non è affatto convinta dall’uso dell’acido peracetico, che in Versilia dovrebbe fare il suo debutto - nella migliore delle ipotesi...
LIDO DI CAMAIORE. I dubbi sono gli stessi di due anni fa. L’Arpat non è affatto convinta dall’uso dell’acido peracetico, che in Versilia dovrebbe fare il suo debutto - nella migliore delle ipotesi - a metà luglio.
Dopo il no alla costruzione dell’impianto di ionizzazione - ufficialmente per problemi burocratici fra la ditta tedesca e il Comune di Camaiore, ma forse anche a causa di presunti dubbi sulla sua effettiva efficacia - il composto chimico pare la soluzione tampone agli sversamenti, in attesa degli interventi alla fognatura che comunque richiederanno anni.
L’Agenzia regionale per la protezione ambientale - in una nota di due anni fa, sempre attuale - scrive che l’acido peracetico «non è previsto dalla normativa ambientale, può avere effetti collaterali sull’ambiente e può avere una certa efficacia sui microrganismi indicatori di contaminazione, senza necessariamente eliminare tutti quei patogeni. Rimuovendo quindi il segnale di pericolo, ma non il rischio effettivo» per la salute delle persone.
Ma i sindaci tirano dritto. Martedì i primi cittadini della Versilia si riuniranno in Regione e a breve è prevista la convocazione della Conferenza dei servizi. Poi, ammesso che non sorgano problemi di carattere burocratico, partirà il bando di gara per assegnare il servizio. La data limite è il 15 luglio. Anche se l’esperienza insegna che con i tempi delle macchine amministrative - e l’incognita ricorsi - si può andare anche oltre. (s.t.)
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