Il dolore
Granaiola (Pd) e Tambini (Pli) per Pannella
VIAREGGIO. «Marco Pannella è morto. Ora tutti si dimenticheranno gli insulti e le critiche, anche feroci, che gli sono state lanciate quando, da leone e spesso in modo solitario, conduceva le sue...
VIAREGGIO. «Marco Pannella è morto. Ora tutti si dimenticheranno gli insulti e le critiche, anche feroci, che gli sono state lanciate quando, da leone e spesso in modo solitario, conduceva le sue battaglie per la libertà». È il ricordo di Manuela Granaiola, senatrice del Pd. «Solo ora, come spesso accade per i personaggi scomodi - continua Granaiola - ne parleranno tutti molto bene, lo ricorderanno come grande anticipatore dei tempi, laico convinto eppure non laicista, acerrimo nemico del malaffare pubblico e combattente per la libertà. Auspico che le sue idee, la sua prassi civile e la sua cittadinanza politica non vadano disperse. Se così non fosse sarebbe uno sgarbo ad un uomo che, semplicemente, merita di essere ricordato. Ma soprattutto sarebbe un danno per il futuro di questo paese. È un addio al suo corpo che è stato strumento di tante battaglie, ma è anche un impegno a non dimenticare quanto Pannella, in prima persona, ha sempre pubblicamente testimoniato».
Anche il Partito liberale, con il segretario provinciale Paolo Tambini, ricorda il leader dei Radicali: «Incarnava con le sue battaglie, i digiuni, la sua stessa vita, la storia di un uomo profondamente liberale, sempre in prima linea per battaglie legate ai diritti. Compreso il diritto ad esprimere l'essenza di se’, diritto all'eutanasia, diritto al posto di un diniego, di un divieto che , come nel caso della liberalizzazione delle droghe leggere avrebbe sconfitto anche una parte della malavita e della criminalità legata allo spaccio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google