Sicurezza
Polo Nautico, Fiom fa opposizione
Il sindacato ha formalizzato la contestazione al subingresso Balducci
VIAREGGIO. La Fiom Cgil della Provincia di Lucca, nella persona del suo rappresentante legale Mauro Rossi ha presentato formale opposizione, alla pratica di sub concessione di un’area di Polo Nautico. Una opposizione motivata dal fatto di essere «soggetto contraente di intese precedenti a tutela dell'occupazione con il concessionario Polo Nautico e l'amministrazione comunale di Viareggio«.
Le motivazioni della opposizione sono numerose. «A distanza di un anno dalla delibera 2/2015 dell'Autorità portuale che negava l'ipotesi frazionamento (richiesto dai soci della Polo Nautico), con la motivazione che tale richiesta non garantiva "il più proficuo interesse pubblico" che veniva individuato nel "mantenere la sua unitarietà (dell'area) per evitare potenziali conflitti con le previsioni generali di gestione nell'ambito portuale”, non si comprende perché - pur non essendosi modificata nessuna delle condizioni di fondo - si sia voluto procedere in senso opposto».
La Fiom contesta il «mancato rispetto dell'accordo "Per lo sviluppo dell'area ex Sec" sottoscritto da Comune, sindacati e Polo Nautico il 22 maggio 2006 e dell' "Accordo quadro per il trasferimento del personale" sottoscritto dalla Polo Nautico e dalle imprese socie ed assegnatarie di aree il 25 maggio 2006 e Fiom Cgil. In base a tali accordi la società Cnv/Overmarine era impegnata a trasferire presso la propria impresa 14 dipendenti dei cantieri ex Sec. Trasferimento che non ha mai avuto luogo per responsabilità aziendale. Risulta pertanto non veritiera la dichiarazione di Polo Nautico agli atti».
Inoltre, «siamo in presenza di un'ipotesi di sviluppo industriale prodotta da Cnv, per un singolo lotto della concessione, ma non di un Piano industriale complessivo presentato da Polo Nautico. Non si comprende quindi come si possano garantire gli obiettivi per i quali è stata affidata l'intera concessione; obiettivi di sviluppo e garanzia occupazionale». Pur in assenza di comparazione, continua l’opposizione, «siamo a domandare come siano stati valutati i requisiti del richiedente. Da una visura camerale risulta che Cnv ha un fatturato al 31 agosto 2015 di appena 250.000 euro e 4 dipendenti. Nel Piano presentato da Cnv si parla genericamente di "impiego" di 15 addetti diretti e non di nuova occupazione, né tanto meno di adempiere alle intese. E viene dichiarato un investimento complessivo di 1.500.000 euro, di cui ben 1.200.000 per la costruzione di una palazzina che non è prevista nel Piano regolatore dell'area in concessione».
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