Toscana
Mare inquinato, riecco l’incubo Doppio divieto di balneazione
Valori fuori norma alla Fossa dell’Abate e alla foce del Motrone: colpiti una quindicina di bagni I sindaci se la prendono con la burocrazia, ma i balneari sono furibondi: «Danno per la Versilia»
VIAREGGIO. Puntuale come l’inizio della stagione turistica torna l’incubo del mare inquinato. E con esso i divieti di balneazione per la presenza di liquami nelle acque della Versilia. Una consuetudine triste, che stavolta colpisce in una botta sola due punti diversi del litorale. Lo stop arriva alla Fossa dell’Abate, al confine tra Viareggio e Lido, e sulle spiagge più vicine. Così come alla foce del Motrone (ma solo lato nord) a Marina. Anche in questo caso i controlli dell’Arpat, eseguiti lunedì scorso, hanno evidenziato sforamenti nei parametri consentiti dei cosiddetti batteri fecali (escherichia coli ed enterococchi intestinali), la cui presenza eccessiva indica appunto un mare più sporco del consentito. I Comuni interessati, e cioè Viareggio, Camaiore e Pietrasanta, non hanno potuto far altro che firmare gli ennesimi divieti di balneazione. Che in questo momento penalizzano una quindicina di stabilimenti balneari - la metà dei quali sul lato Lido fino al bagno Isonzo - vicini alle foci dei due corsi d’acqua.
Le cause. La notizia, e non potrebbe essere altrimenti, ha scatenato nuove polemiche. Anche perché dell’argomento si parla di anni, se non da decenni, senza che sia stata trovata una soluzione all’assenza di un sistema di depurazione adeguato. Che eviti gli scarichi di liquami nei fiumi versiliesi e da lì - in caso di pioggia -in mare. Secondo i Comuni di Viareggio e Camaiore l’esito negativo delle analisi di Arpat «è dovuto principalmente alle forti precipitazioni che hanno insistito sulla zona fino alle ore immediatamente precedenti al prelievo (60 millimetri la pioggia caduta secondo i dati del Centro funzionale della Regione Toscana). È stato pregiudicato l’equilibrio del bacino idrografico che sfocia a mare tramite la Fossa dell’Abate. La legislazione europea - prosegue la nota congiunta dei due Comuni - è particolarmente stringente, in quanto non permette uno spostamento dei campionamenti in corrispondenza di eventi meteorologici rilevanti». Oggi l’Arpat esegue nuove analisi: se tutto va bene il divieto sarà revocato in tempo per evitare di guastare il fine settimana. «Da tempo - affermano i sindaci Giorgio Del Ghingaro e Alessandro Del Dotto - stiamo conducendo una battaglia: ad oggi i campionamenti necessitano di 48 ore prima di conoscere i risultati finali. Lasso di tempo, questo, durante il quale si può fare tranquillamente il bagno in mare, anche se potenzialmente inquinato. Le ordinanze arrivano poi in un momento in cui la presenza di colibatteri, se dettata da ragioni temporanee, è già rientrata nei parametri. E viene addirittura revocata di solito a 5 giorni dal primo campionamento. Si tratta di una procedura assurda».
Le reazioni. Un po’ più duri i toni del sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni. «È incredibile - dice - che dopo un anno siamo ancora qua con il cuoricino stretto ogni volta che piove. Oggi (ieri, ndr) abbiamo dovuto chiudere 100 metri di spiaggia a Motrone: poca cosa, ma è un segnale non corretto nei confronti di centinaia di imprese e famiglie che basano la loro sopravvivenza sul turismo. Lo scorso anno la farsa degli ionizzatori, voluti a tutti i costi al posto dell’ipotesi del ritorno all’acido peracetico. Sappiamo tutti come è andata. Ad oggi - prosegue Mallegni - malgrado gli sforzi del collega sindaco Del Dotto che coordina il tutto, siamo ancora senza impianti in totale emergenza. La politica messa in campo dalla Regione Toscana, responsabile principale dell’ambiente, non ha portato a nulla di buono. Voglio e pretendo garanzia sulla messa in funzione entro l’estate degli impianti». Meno duro, ma fermo, il commento del presidente dei balneari di Viareggio Pietro Guardi: «Un divieto temporaneo, benché in bassa stagione e limitato alla foce della Fossa dell’Abate non ci voleva: ci auguriamo venga revocato prima del prossimo weekend. Sollecitiamo le autorità competenti affinché si lavori con celerità alla soluzione tampone prospettata, che permetta di mettere in sicurezza il canale per la stagione balneare ormai alle porte. Non solo per noi, ma per l’immagine di tutto il sistema turistico e commerciale versiliese».
@matteotuccini
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