Sicurezza
L’esperta della salute che arriva da Viareggio
Emanuela Testai è diventata una delle tossicologhe più autorevoli dell’Istituto superiore di sanità: la sua vita fra Roma, Bruxelles e Lussemburgo
VIAREGGIO. Regalo alle multinazionali, come l'ha definito qualcuno, o semplice aiuto a un'economia in difficoltà? Nelle scorse settimane è scoppiata la polemica sull'incremento dell'importazione di olio dalla Tunisia senza dazi. Ma non è quello che ci interessa discutere, almeno in questa sede. Perché pochissimi sanno che una delle massime esperte in materia, interpellata perfino da "Ballarò" e dal Tg2, è viareggina.
Lei si chiama Emanuela Testai, ha 59 anni, in larga parte vissuti a Roma dove lavora in qualità di dirigente di ricerca all'Istituto Superiore di Sanità, ma porta sempre nel cuore la sua città. Che ha lasciato agli inizi degli anni Ottanta con un preciso obiettivo: fare il lavoro che svolge oggi. E cioè: «La mia materia è la tossicologia. Per intenderci: devo capire quali sono gli effetti provocati da sostanze estranee all'organismo, e da contaminanti alimentari, sull'organismo stesso. Le droghe, però, non c'entrano nulla: il mio compito, ad esempio, è dare un parere tecnico per capire se un pesticida incontra i requisiti per finire sul mercato oppure no. Mi ha sempre affascinato l'idea di poter incidere sul sociale, di preservare la salute dei cittadini».
In tempi recenti ha più volte interagito con la stampa sulla vicenda dell'olio tunisino. Ma Emanuela non è una che ama le luci della ribalta: «Non è il mio lavoro, non faccio comunicazione. Ma fanno parlare me con i giornalisti in quanto persona competente in materia e, diciamo, 'informata dei fatti'. Spesso tocca a me dare spiegazioni su argomenti simili».
Per lavoro viaggia spesso («Soprattutto Bruxelles e Lussemburgo, per via della Commissione Europea, poi dipende dalle singole circostanze») ma il legame con la città natale è tutt'altro che reciso: «Inizialmente salivo da Roma tutte le settimane, anche perché ho mantenuto del tempo molte mie amicizie: le mie ferie sono a Viareggio. Da ragazza abitavo in centro, in via Leonardo, e al liceo bazzicavo spesso la Galleria del Libro in Passeggiata: per me era una scoperta continua. Nulla di personale, ma che tristezza vedere un negozio di abbigliamento al suo posto...».
Ecco: com'è Viareggio da lontano? «Soffro, perché non è più la città che ho lasciato nel 1982: ha avuto un tracollo inspiegabile. Viaggiando per il mondo mi sono resa conto di quanto non siamo in grado di valorizzare tutto quello che abbiamo, dalle bellezze naturali a eventi come il Carnevale».
Una cosa è certa: «Quando vado all'estero e mi chiedono da dove vengo, rispondo sempre che 'vivo e lavoro a Roma, ma sono toscana': per me è come un marchio di fabbrica. E quando andrò in pensione tornerò a Viareggio, perché è lì che sono le mie radici».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
