Gioco
Viareggio, il liceo sportivo promosso da Tavecchio
Il presidente della Figc all'hotel Ariston per premiare gli studenti del Piaggia vincitori del progetto Spes: «Un’iniziativa unica, l’Italia ha bisogno di competenza e impegno»
VIAREGGIO. «Preparazione» è la parola chiave. «L’Italia ha bisogno di competenza e impegno, il futuro dipende da questi fattori». Carlo Tavecchio ha tracciato la strada. E gli studenti del liceo sportivo “Piaggia” di Viareggio lo hanno ascoltato con attenzione, perché il discorso del presidente della Federcalcio li riguarda direttamente. Non per il presente, ma per il futuro sì, magari neppure troppo remoto.
Il Park Hotel Villa Ariston di Lido di Camaiore è stato la suggestiva cornice della premiazione relativa al progetto Spes, ovvero il progetto didattico riservato agli studenti che meglio hanno saputo combinare i risultati scolastici con quelli sportivi. Quattro ragazzi si sono aggiudicati una vacanza-studio di due settimane (dal 26 giugno al 10 luglio) in Inghilterra. Un’esperienza che permetterà loro di perfezionare la lingua e vivere una realtà scolastica completamente diversa da quella a cui sono abituati. Si tratta di Diego Bresciani (calcio), Mattia Spagnuolo (hockey su pista), Agnese Fonti (arti marziali) e Rebecca Donati (ginnastica). Meglio di chiunque altro hanno saputo coniugare il rendimento tra i banchi di scuola con quello sportivo.
«È un’iniziativa unica - dichiara Tavecchio in riferimento allo Spes - emerge una sinergia tra sociale ed impresa». Oltre al numero uno della Figc erano presenti il presidente del Coni Toscana Salvatore Sanzo, la direttrice dell'Ufficio scolastico provinciale Donatella Buonriposi e il consigliere delegato di Duferco Energia - partner attivo del progetto - Luca Masini. Attraverso lo Spes - promosso dalla dirigente scolastica Maria Rosaria Mencacci e dal professor Andrea Bemi - l'istituto Piaggia ha attuato un rapporto stretto e dinamico tra sport, etica e scuola, smontando quelle convinzioni secondo cui il tempo che si dedica allo studio mal si combina con quello “investito” per gli allenamenti. Nessuna incompatibilità tra due emisferi apparentemente distanti anni luce, ma la creazione di un nuovo modello educativo, attraverso il quale i risultati agonistici possono essere integrati alle competenze culturali ed ai valori fondamentali per competere ad alti livelli anche negli ambiti professionali e sociali.
«Oggi i ragazzi pensano ad un impiego che garantisca loro dignità - questo l'incipit dell'intervento di Tavecchio di fronte a centinaia di alunni - lo studio è veramente utile quando trova la giusta applicazione nella sfera lavorativa. Molte idee vincenti provengono dall’attività ludico-sportiva. La società ha bisogno di persone preparate. Soltanto chi, attraverso la necessaria formazione, avrà acquisito quelle nozioni che il mercato richiede, potrà realizzarsi professionalmente ed ottenere i risultati migliori».
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