Il dolore
Sos dei bagnini per la sicurezza
«La Capitaneria vigili sui minorenni a guardia della spiaggia». I militari: monitoriamo anche i “vecchi”
VIAREGGIO. I bagnini ragazzini o anzianotti? Un fenomeno legale, quasi sempre. Ma che va tenuto sotto controllo. Perché se un sedicenne, che pure è in possesso del patentino, viene messo a guardia della spiaggia come unico responsabile, qualche rischio può esserci. Lo stesso vale per un “over” che magari ha avuto qualche problema di salute. E che potrebbe non rendere al 100% in una situazione di pericolo.
A lanciare l’Sos per la sicurezza in spiaggia sono gli stessi bagnini, che hanno incontrato - tramite il sindacato Filcams Cgil - i militari della Capitaneria di porto. Sul tavolo la tutela dei bagnanti e degli stessi lavoratori, in vista dell’inizio della stagione turistica. Che ufficialmente prenderà il via il 15 giugno, anche se la stessa Capitaneria - così come i bagnini - considera questo termine superato. Nel 2017, con ogni probabilità, la legge regionale sarà modificata e permetterà l’inizio della sorveglianza obbligatoria dal 1º giugno e fino alla fine di settembre.
«Nell’incontro - spiega la sindacalista Valentina Gullà - sono state affrontate questioni di carattere generale come i criteri di rilascio del patentino, che è possibile conseguire fin dai sedici anni. Con tutto ciò che tale impostazione potrebbe comportare nel momento in cui dovessero verificarsi incidenti o inadempienze». Per questo motivo il sindacato ha chiesto l’assistenza di un legale, in modo da capire cosa rischia un minorenne che purtroppo sia protagonista di un salvataggio finito male. Va detto che la legge autorizza i sedicenni a lavorare, anche in un settore delicato come la sorveglianza in spiaggia. E per chi li assume il risparmio, in termini economici, è evidente. Ma secondo un esperto come Emiliano Favilla, ex sindacalista e leader della categoria balneare, «dare a un minorenne la responsabilità totale del salvataggio in uno stabilimento è eccessivo. Sarebbe meglio che il primo bagnino fosse un esperto, e che il ragazzo facesse due anni di pratica come “spalla”. Per arrivare alla maggiore età con l’esperienza necessaria per garantire se stesso e gli altri».
Dalla Capitaneria spiegano che in Versilia casi del genere, cioè minorenni a guardia unica della spiaggia, sono pochi. Ed è comunque difficile contestare allo stabilimento balneare una pratica consentita dalla legge. Detto questo, spiegano i militari, «facciamo sempre presente ai balneari che non è la situazione ideale. Così come monitoriamo attentamente, e forse anche di più, l’altra faccia della medaglia». E cioè i bagnini un po’ troppo stagionati, diciamo dai 55 anni in su. Oppure quelli che hanno avuto problemi di salute. Anche la Cgil critica il fatto che non sono previsti «esami specifici con i quali si possa verificare il persistere dell’idoneità fisica dell’assistente ai bagnanti con il passare del tempo».
Resta aperta la questione della cosiddetta “isola”, cioè la possibilità data agli stabilimenti balneari vicini di mettersi d’accordo per far sorvegliare 80 metri di fronte mare a un solo bagnino. Un altro modo di risparmiare, perché impegna un solo lavoratore a turno, e che è perfettamente legale. Ma secondo i sindacati e gli stessi bagnini comporta un rischio, perché non garantisce la massima sicurezza.
«Altrettanto importante - conclude Gullà - è che si affronti la questione dei diritti di chi lavora in questo settore. Tema che la delibera regionale sulle concessioni demaniali non ha nemmeno sfiorato, regolamentando ancora una volta sempre e soltanto gli interessi di chi investe sull’arenile. E non di coloro che rastrellano, dipingono staccionate, sorvegliano i bagnanti e già in condizioni di riduzione delle regole non vedono tutelati i propri diritti, nemmeno per quanto attiene alla continuità occupazionale. Non è accettabile che la discussione continui a vertere sempre e soltanto sulla durata delle concessioni e non sulla qualità del lavoro. Se per ottenere la proroga delle concessioni i balneari fossero tenuti a dimostrare di non aver avuto vertenze, forse qualcosa inizierebbe a cambiare».
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