Attenzione
Confronto Regione-Comune sul Museo di Sant’Anna
L’assessore Barni: parleremo dell’idea di far pagare un biglietto Lorenzoni: significa che a Firenze non condividono la scelta del sindaco
STAZZEMA. L’idea di far pagare un biglietto da un euro per entrare nel Museo della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema non è ancora stata messa in pratica. Ma la delibera c’è e il sindaco Maurizio Verona ha confermato la volontà del Comune di chiedere un contributo - peraltro simbolico - ai visitatori per le spese di mantenimento del museo. La questione però fa discutere: è arrivata fino al palazzo della Regione – su interpellanza della minoranza stazzemese – e così l’assessore alla cultura, università e ricerca Monica Barni è intervenuta sulla vicenda.
In una lettera ha informato che «il tema dell’introduzione della tariffazione da parte del Comune sarà oggetto di confronto con la Regione». L’assessore ha anche sottolineato che “il Museo della Resistenza è stato dichiarato bene di interesse culturale”. Ma non si è sbilanciata sulla decisione della giunta di Stazzema.
Non è chiaro quando avverrà il confronto sul tema tra Regione e Comune. Tuttavia, per la minoranza di Luce a Stazzema, la risposta dell’assessore regionale è in linea con le sue aspettative. «La Regione – ha commentato Gian Piero Lorenzoni – vuole vedere chiaro sulla scelta del Comune, e non la condivide, altrimenti perché chiederebbe un confronto? Vorrà conoscere a fondo il perché di questa scelta, fatta per una sorta di recupero di somme da destinare a progetti di pace e la per la Fabbrica dei Diritti».
L’ipotesi di Lorenzoni, che è più un auspicio, va anche oltre: «La Regione è sempre stata attenta su questi aspetti e potrebbe decidere di contribuire con un ulteriore sforzo al Museo di Sant’Anna per far venire meno il biglietto». Infatti non si parla di cifre esose, dato che il Comune aveva stimato di incassare circa 20 mila l’anno. «A maggior ragione, adesso, l’amministrazione dovrà essere trasparente e rendere pubblici sul sito di Sant’Anna le entrate e le uscite. Sia per avere dettagliate le spese (Sant’Anna lo impone), sia perché si sappia quali soggetti – oltre alla Regione e allo Stato che versano circa 200 mila euro l’anno - e quali associazioni contribuiscono anche al suo mantenimento: è una pubblicità morale obbligatoria».(t.b.g.)
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