Il Tirreno

Versilia

Riapre il bagno del Principino

di Donatella Francesconi
Riapre il bagno del Principino

Le Misericordie di Lido e Torre del Lago tramite una coop gestiranno lo stabilimento fino al 30 settembre

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VIAREGGIO. È un risultato al quale Donato Bellomo, curatore della Viareggio Patrimonio, teneva prima col cuore che con la calcolatrice: non veder passare l’estate con gli ombrelloni chiusi sulla spiaggia del Principino. Così non sarà, ha annunciato ieri Bellomo davanti alla commissione di controllo e vigilanza sulla Patrimonio (presidente Annamaria Pacilio, Movimento Cinque stelle). Perché la trattativa privata, conclusa dopo che il bando per l’affidamento dell’intera struttura è andato due volte deserto, ha portato a riaprire lo stabilimento con una soluzione “tampone”, fino al 30 settembre, grazie all’impegno delle Misericordie di Lido di Camaiore e Torre del Lago. Quella di Viareggio, che avrebbe dovuto essere della partita, all’ultimo momento ha gettato la spugna.

Una soluzione cui si è arrivati - ha sottolineato Bellomo - «con una procedura del tutto eccezionale, autorizzata dal Tribunale purché vi fosse una funzione sociale a servizio della cittadinanza». Così le tariffe «saranno al minimo fissato dalla Capitaneria e venti ombrelloni saranno destinati a nuclei familiari con disagio sociale». Centottanta ombrelloni, cabine utilizzabili ma solo quelle dei vagoni laterali, undici persone al lavoro per la cooperativa “il Girasole” che è il braccio operativo della Misericordia di Lido. «abbiamo già fatto richiesta dell’area di piazza Maria Luisa», spiega ancora Bellomo. Se la concessione arriverà, comporterà la presenza di un addetto al salvamento in più. Non sarà utilizzabile la piscina e la struttura Centro Congressi «dovrà essere nettamente separata dallo stabilimento», al quale - molto probabilmente - si avrà accesso dal corridoio laterale. Il costo richiesto al gestore dalla Viareggio Patrimonio - sottolinea il curatore - «è solo quello equivalente al canoni demaniali, pari a 25.000 euro in tutto».

Nel rispondere ad una domanda posta dal capogruppo di Forza Italia, Rodolfo Salemi, il curatore ha spiegato che «della vendita all’asta se ne riparla ad ottobre». Perché non è ancora conclusa l’attesa per la sentenza della Corte d’Appello che potrebbe annullare il fallimento. Solo quando la Corte si sarà espressa, e solo se i giudici confermeranno il fallimento, allora la curatela procederà con la parte di lavoro consistente nella valutazione della messa in vendita dei beni. Tra i quali rientrano gli impianti sportivi di proprietà della società interamente pubblica (Centro Polo, piscina, Palasport campo Del Chiaro). Per quanto riguarda i comodati attesi per questi impianti, Bellomo è stato chiaro: «Il giudice ha firmato ed abbiamo inviato le carte al Comune chiedendo se qualcosa ostasse alla firma. Non è arrivata risposta alcuna. Questo non toglie che un comodato prima o poi lo firmo». La tempistica dilatata dell’amministrazione non aiuta. Anzi. «Si tratta di tempi per i quali bisognerebbe contare su una interlocuzione un po’ più presente».

Diversa la versione dell’assessore Laura Servetti, ieri in commissione bilancio: «La proprietà è della Patrimonio. Il curatore deve ancora fare l’elenco dei beni». Ma il curatore - ha ricordato Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini, «ha detto chiaramente che senza la decisione della Corte d’Appello non può procedere». E come si arriva a mettere insieme tutte le posizioni e tutte le condizioni date è il maxi cubo di Rubik made in Viareggio.

Per quanto riguarda, invece, gli impianti sportivi passati dalla Patrimonio al Comune, l’assessore Servetti ha dichiarato: «Ho dato mandato al dirigente Allegretti di stingere entro la fine della settimana su questi impianti».

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