Lutto
Preventivo 2016: il no dei revisori e senza la Tari
VIAREGGIO. Va in consiglio domani il bilancio preventivo 2016, primo atto contabile dell’amministrazione Del Ghingaro. O forse no. Almeno stando a quanto dichiara il ragioniere capo, Alberto...
VIAREGGIO. Va in consiglio domani il bilancio preventivo 2016, primo atto contabile dell’amministrazione Del Ghingaro. O forse no. Almeno stando a quanto dichiara il ragioniere capo, Alberto Bartalucci, che ieri era in commissione bilancio (presidente Stefania Carraresi), con l’assessore Laura Servetti.
I dati contenuti nel documento che domani i consiglieri di maggioranza approveranno «non sono frutto - spiega Bartalucci - di un ragionamento ampio e di una programmazione. Ma derivano dalla necessità di assolvere l’adempimento per evitare lo scioglimento del consiglio». Così che il preventivo 2016 «andrà rivisto alla luce di una programmazione concreta rispetto a quello che si è avuto tempo di fare in questa occasione. Ci sono rettifiche da fare quando avremo tempo di ragionare in maniera più precisa sulle voci che lo compongono». Perché, continua Bartalucci, «spese ed entrate non sono tarate su previsioni specifiche. Ma rispecchiano la struttura del preventivo 2015». Insomma, saranno necessari «spostamenti compensativi che aggiustino le singole voci riportandole a misure più meditate».
I revisori. Ed ecco cosa scrivono i revisori del Comune (presidente Daniele Limberti, con i colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano): «Il Collegio ravvisa che al momento non sussistano i pieni requisiti di congruità, coerenza, ed attendibilità». E stiamo considerando i conti di un Comune in dissesto. La cui situazione i revisori così sintetizzano: anche considerando coperte le spese dei residui passivi cancellati nel 2014 - spese vincolate di investimenti- mancano 45 milioni, senza contare le fideiussioni e le lettere di patronage che il Comune dovrà pagare (18.000.000 circa). Il totale fa 63 milioni. Quindi, per pareggiare solo le partite vincolate sono necessari avanzi di amministrazione di 63 milioni. Somma extra rispetto al “buco” 2013.
Il caso-Tari. In questo contesto si inserisce il caso-Tari: in bilancio c’è la cifra del nuovo Piano finanziario, superiore a quella 2015 che l’amministrazione ha deciso di adottare («resta la stessa e non serve il consiglio comunale», così l’assessore Servetti). Il bilancio sarà votato con la nuova cifra, ma le bollette sono calcolate sulla vecchia. Mentre Sea Risorse ha avviato il porta a porta aggiuntivo in assenza del nuovo Piano finanziario. Maxi conguaglio in vista?(d.f.)
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