La protesta
Mallegni: rischio chiusura per la Fondazione Versiliana
Intanto il Pd torna a chiedere di sapere come vengono spesi i soldi dell’ente la prefettura ha definito privo di fondamento il no all’accesso a queste informazioni
PIETRASANTA. Fondazione Versiliana a rischio chiusura. «Se non sarà in grado di reggersi economicamente in modo autonomo, non vedo altra soluzione - dioce il sindaco Mallegni - condivido, in questo contesto, la presa di posizione del capogruppo Alberto Giovannetti. Non è in discussione il cartellone del Festival 2016, che è già stato definito e sarà presentato a breve, ma proprio il ruolo della Fondazione: non è più tempo di esborsi economici, da parte dei Comuni, per ripianare disavanzi di bilancio. E questo non vale solo per la Fondazione ma anche per tutte le società partecipate come ribadito durante la campagna elettorale. Premesso questo, i due soci, Comune e Bcc, stanno leggendo nei dettagli lo studio eseguito da una società esterna sui conti pregressi della Fondazione e in settimana faremo le nostre valutazioni. La Banca è un socio virtuoso: se c'è la possibilità di fare qualcosa, sono certo che interverrà».
Nel caso di chiusura e messa in liquidazione della Fondazione, la gestione del Festival tornerà di competenza del Comune. «Le soluzioni - aggiunge Mallegni - sono due: o gestione diretta del Comune, come avveniva in passato, o ancora, ed è una proposta su cui lavorerò, una Fondazione a livello comprensoriale, che coordini tutti gli eventi, dal Pucciniano a Villa Bertelli fino appunto alla Versiliana. Escludo, invece, in modo categorico il coinvolgimento di un soggetto privato - condiviso da Giovannetti, ndr - la cultura non si privatizza».
Fin qui Mallegni, ma le spese recenti della Versiliana continuano a fare discutere. «A tre mesi di distanza dalle nostre richieste, la Fondazione continua a non volerci dire come spende i soldi dei cittadini. un fatto grave. Fra l'altro, proprio in questi giorni, la Prefettura ha fatto sapere - dice Daniela Ferrieri Pd - che il diniego di accesso effettuato dalla Fondazione risulta “privo di fondamento”. A questo punto ci chiediamo: come mai neanche l'intervento diretto del sindaco serve a sbloccare una situazione contraria alla normativa e anche al buon senso? Forse Mallegni non conta più nulla? Il presidente Di Lorenzo e i suoi colleghi del consiglio di gestione lo sanno che stanno facendo un abuso che potrebbe profilarsi come omissione di atti d'ufficio? L'amara verità - continua Ferrieri - è che questi amministratori pensano di essere al di sopra della legge, di poter disporre dei beni pubblici a loro piacimento, senza dovere rendere conto a nessuno, consiglieri comunali, istituzioni, cittadini. Ma se pensano che noi ci lasciamo intimorire si sbagliano».
Luca Basile
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