Il dolore
Attese sempre più lunghe anche se c’è la superAsl
Restano la carenza di personale e la difficoltà nell’appaltare gli esami fuori ospedale Mammografie ko, per le risonanze ci sono quasi duecento persone in coda
VIAREGGIO. C’è la superAsl, ma i versiliesi che devono fare visite ed esami sanitari non se ne sono accorti. E quando se ne accorgono non è in senso positivo. Perché le liste d’attesa non si accorciano: si allungano. Nessun miglioramento, infatti, si è registrato negli ultimi mesi, da quando cioè la Versilia è stata inglobata nella maxi-azienda sanitaria che comprende le province di Lucca, Pisa, Massa e Livorno. Colpa, è vero, di richieste non sempre adeguate al problema di salute, o di percorsi a volte poco chiari per il cittadino. Ma è colpa anche dei problemi cronici dell’ospedale Versilia, come la carenza di personale - in questo caso in radiologia - e la difficoltà nell’appaltare fuori ospedale gli esami che non si riescono a fare. Il risultato è che alcuni esami che già lamentavano tempi lunghi, come mammografie e risonanze magnetiche, stanno diventando quasi impossibili da prenotare. A meno che, ovviamente, non si sia in presenza di un caso urgente: a quel punto, come spiega il primario di radiologia del “Versilia” Claudio Vignali (leggi box), l’esame viene fatto entro 48 ore al massimo.
Il caso mammografie. Le lunghe attese per questo esame importante, che serve per accertare la presenza o meno del tumore al seno, sono emerse con tutta la loro forza nella protesta raccolta dal Tirreno di ieri. Va detto che le mammografie sono sempre state un tallone d’Achille della sanità versiliese, probabilmente anche perché la senologia - diretta dal dottor Duilio Francesconi - è un’eccellenza, e le pazienti che vi si rivolgono sono forse superiori alle forze presenti. Per questo motivo, afferma il dottor Vignali, «la nuova senologia che nascerà in collaborazione con gli altri ospedali dell’Asl servirà proprio a gestire meglio questo flusso». Lo stesso Vignali spiega che in Versilia c’è anche un problema legato ai mancati screening: una donna su tre non risponde all’invito dell’Asl per i controlli preventivi. Con due conseguenze: aumentano, purtroppo, i casi di mancata prevenzione e si manda a vuoto parte dell’attività della radiologia, che potrebbe essere utilizzata in altro modo.
Il rebus risonanze magnetiche. Secondo fonti non ufficiali, ci sarebbero quasi duecento persone in coda per avere un appuntamento per la risonanza magnetica. È lì, nella cosiddetta “diagnostica pesante”, che si verificano i disagi maggiori per i pazienti. Ed è un paradosso perché le macchine per le risonanze, all’ospedale Versilia, sono due. Solo che non c’è personale adeguato per farle funzionare entrambe a pieno regime. Rispetto all’anno scorso, quando è scattata la mannaia dei prepensionamenti imposti dalla Corte dei Conti, la radiologia ha almeno due medici in meno. E al momento non sono previsti rinforzi nel reparto, a dispetto dei quindici nuovi medici che verranno assunti entro la fine di giugno. Per rimediare a questa difficoltà, tra pochi giorni il turno di notte in radiologia sarà svolto da tre persone e non più da cinque: il medico e il tecnico che vengono recuperati saranno impiegati proprio in turni aggiuntivi alle risonanze.
Non c’è sfogo all’esterno. Se l’ospedale Versilia non ce la fa a smaltire le richieste, c’è sempre la possibilità di appaltare l’esame a un centro privato convenzionato con l’Asl. O a un ospedale vicino, che è ancora meglio. Ma anche su questo punto sembra che gli ingranaggi vadano oliati. Intanto non è chiaro se i budget che vengono assegnati ai reparti per le visite o gli esami in convenzione verranno rivisti, e in che modo. Questo complica il lavoro quotidiano, perché non si capisce il numero di prestazioni che possono essere smistate sui centri privati. Infine, non è ancora chiaro al cittadino se è possibile andare a Massa o a Pisa quando il “Versilia” non è in grado di fornire un appuntamento, o non riesce a darlo in tempi ragionevoli. Da questo punto di vista dovrebbe essere il Centro prenotazioni dell’Asl a informare l’utente, ma non è chiaro se e quanto viene fatto. Nel frattempo lo stesso Cup è oggetto dell’ennesima rivoluzione, come si può leggere sotto. Non resta che attendere.
@matteotuccini
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