Il dolore
Nuovo ittico: pronto a fine 2017
L’assessore Alberici spiega l’iter che il completamento dell’opera dovrà seguire
VIAREGGIO. A mettere mano ai lavori ci penserà la Regione che ha finanziato l’opera ormai nel lontano 2007. Ma perché l’opera sia completata - sono le parole dell’assessore Valter Alberici nella riunione della commissione turismo di ieri mattina - «bisognerà attendere la fine del 2017. Se prima di Natale riusciremo ad inaugurarlo saremo già contenti». La Regione affiderà l’intervento all’Autorità portuale del segretario Fabrizio Morelli. L’Authority, a intervento completato, passerà la struttura al Comune. Lo stesso Ente che non è riuscito a completare l’opera dal 2012 ad oggi, ovvero dal fallimento della Quadrifoglio, l’azienda che aveva ottenuto l’appalto. Insomma: tempi ancora lunghi, è stata la risposta data alle domande dei consiglieri della Lega Nord, Domenica Pacchini e Alfredo Trinchese. All’interno della struttura abbandonata si bivacca, mentre l’immobile si degrada nel tempo che passa. E solo qualche giorni fa all’interno è scoppiato un incendio.
Ma non è solo il mattone il problema di questa opera, simbolo di tutte le “incompiute” di Viareggio. Quando i carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca, dopo aver attraversato come un vento liberatorio il porto, hanno messo i piedi anche nelle vicende delle amministrazione comunali che si sono succedute a Viareggio e nei tanti appalti, dall’escavo al nuovo mercato ittico, in un’udienza davanti al Gip Mugnaini - che ha poi decretato lo stop ad intercettazioni e perquisizioni chieste dagli inquirenti - l’allora dirigente dei lavori pubblici a Viareggio, Riccardo Raffaelli, raccontò che l’Arma ci aveva visto giusto. Il quadro che ne emerge è quello più volte evidenziato dalla Corte dei Conti e dalla stessa ispezione del ministero dell'economia (Mef): le somme erogate dalla Regione, finalizzate - e dunque vincolate - alla realizzazione delle opere ritenute necessarie alla città e al suo sviluppo venivano mescolate al bilancio dell'Ente. Finendo le cifre nel bilancio generale dell'Ente i dirigenti non avevano mai il quadro delle somme di cui poter realmente disporre. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca, nel chiudere l'udienza con il dirigente comunale, ricostruisce il quadro che è stato delineato con parole di piombo: i contributi della Regione vincolati nel quadro più generale della spesa veniva assorbiti nella spesa corrente e quando si arrivava al dunque - e cioè a dover realizzare l'opera e a spendere - era impresa ardua recuperare l'erogazione arrivata da Firenze. Perché impegnata in altre esigenze. E, dunque, distratta dallo scopo cui era stata destinata. Risucchiata da quello che Raffaelli e lo stesso Gip definiscono il «calderone» dei conti viareggini. Così, allo stanziamento dell’Ittico nuovo mancano 300.000 euro. E non solo per il “calderone” scrivono inascoltati i carabinieri. (d.f.)
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