Sicurezza
No alle maxi multe per la sosta in Darsena
Verbali da 109 euro dell’Autorità portuale contro i 41 euro della Capitaneria «Una truffa» dicono i sanzionati di via Coppino, che pensano a un’azione legale
VIAREGGIO. «A questo punto c’è solo da sperare che d’ora in avanti a fare le multe sia la Capitaneria di porto e non l’Autorità portuale». Una battuta, tra il serio e il faceto, «degna di una storia che, se non fosse per la stangata da 109 euro, sarebbe una barzelletta» chiosa Paolo Genovesi dal negozio Mister Vapeo di via Coppino.
Lui è tra i multati di aprile per la sosta vietata nel parcheggio gratuito in Darsena. Come molti altri, ha lasciato l’auto nei “buchi” tra uno stallo bianco e l’altro, sopra la zebratura orizzontale. «È vero - spiega - ho parcheggiato dove non si poteva e ho sbagliato. Sicuramente l’infrazione c’era, ma che mi arrivi una multa da 109 euro invece che da 41 euro solo perché passa l’Autorità portuale e non la Capitaneria, mi sembra assurdo». I primi infatti applicano il Codice della navigazione: in pratica lasciare una macchina in divieto di sosta in Darsena è come lasciare una barca ormeggiata in maniera abusiva. I secondi hanno scelto di fare riferimento al Codice della strada, laddove l’auto non sia di ostacolo alle attività portuali. «In base a chi fa il verbale - prosegue Genovesi - cambia la multa. Solo in Italia possono succedere cose simili. Tra l’altro, a questo punto, diteci dove possiamo lasciare gratuitamente la macchina, perché chi lavora in zona non trova mai posto».
E visto che ad aprile, per la prima volta, sembra ci siano stati controlli serrati da parte dell’Autorità portuale - almeno è quanto risulta dai verbali che stanno arrivando in questo periodo - Genovesi lancia la proposta agli altri multati: «Facciamo una class action (un’azione legale collettiva, ndr) contro questa ingiustizia». Il commerciante parla di «truffa», e non è il solo. Anche perché l’Authority non ha lasciato alcun avviso sulle auto. Una procedura del tutto regolare, «ma - spiega Genovesi - all’improvviso, dopo anni, si sono messi a fare multe e a noi è dato saperlo solo dopo venti giorni (con la raccomandata che arriva a casa, ndr). Nell’ultimo mese potrei aver preso 30 multe». Anche un’altra automobilista multata ad aprile nel parcheggio tra via Coppino e il piazzale intitolato a don Sirio Politi, parla di truffa. «Per dieci anni non hanno fatto multe. Poi, all’improvviso, cominciano a fare verbali da 109 euro senza nemmeno lasciare l’avviso». In un ufficio di via Coppino, ad esempio, c’è chi ha già ricevuto due multe. Aprile è stato il mese del giro di vite da parte dell’Autorità portuale. E i cittadini lo hanno capito solo negli scorsi giorni, quando sono cominciate ad arrivare le prime raccomandate.
Anche Carlo Gori, barbiere di via Coppino, è tra i multati. In realtà la macchina è la sua ma a parcheggiarla lì, spiega, non è stato lui. «Tuttavia - dice - non è assolutamente giusto che siano applicati due Codici diversi. Deve esserci certezza nella norma. Anche io ho scoperto di essere stato multato solo negli scorsi giorni, perché non mi hanno lasciato alcun avviso. Ho già presentato ricorso scritto contro chi mi ha fatto la multa. Alla guida dell’auto infatti non c’ero io. L’avevo prestata a un amico, e quando è tornato l’ha lasciata dove ha trovato. Inoltre - ribadisce - resta l’ingiustizia di fondo della diversa sanzione».
Prima di aprile, raccontano i pizzicati, non c’erano state multe per il parcheggio selvaggio nel piazzale della banchina Maestri d’Ascia e Calafati. «Hanno trovato il modo di fare cassa» taglia corto Genovesi.
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