La manifestazione
Rischio tagli per i bidelli nelle scuole
I genitori protestano: con l’accorpamento degli istituti potrebbero essere una decina i posti in meno
PIETRASANTA. Il rischio, neppure troppo campato in aria, è che al risuonare della prima campanella, a settembre, le scuole di Pietrasanta debbano fare a meno di una decina di bidelli. E le scuole a cui ci riferiamo sono quelle che fanno parte degli istituti comprensivi 1 e 2, prossimi all’accorpamento. Ma quello del taglio dei collaboratori è solo uno dei problemi innescati da una soluzione particolarmente contestata da un numero significativo di genitori ed insegnanti. E proprio i lavoratori del Comprensivo 1 e ancora i collaboratori scolastici del Comprensivo 2, in una lettera, provano a fare chiarezza su una prospettiva che rischia di mandare, sia pure in parte, in tilt la funzionalità della didattica cittadina.
«Con l’accorpamento il numero degli alunni aumenterà a quasi 1700, dislocati in 18 plessi sparsi sul territorio e molto differenti per realtà sociali, esperienze e problematiche. La fusione, secondo informazioni sindacali e dirigenziali, comporterà una riduzione di circa 10 posti di lavoro del personale collaboratore scolastico, con conseguenze molto negative sulla vigilanza degli alunni, la sicurezza, la pulizia e l'apertura stessa delle scuole. E ancora: l’eventuale contrazione di un posto di personale amministrativo provocherà un sovraccarico di lavoro con conseguenti difficoltà per la gestione stessa della segreteria», si legge nella lettera. Che aggiunge: «La riduzione del personale (avremo secondo le previsioni un solo collaboratore scolastico per scuola) comporterà inevitabilmente una ricaduta negativa sulle famiglie in termini di accoglienza prima dell'inizio delle lezioni (pre-scuola), di assistenza agli alunni disabili, potrà essere difficoltoso garantire l’orario effettivo e completo del tempo scuola attuale (tempo pieno ad esempio), considerando che, in base alla normativa vigente il personale della scuola può essere sostituito in caso di assenza per malattia soltanto per assenze protratte. Alla luce di queste considerazioni ci domandiamo perché sia stata fatta questa scelta, decisione imposta dall’alto, senza nessuna informazione e nessun confronto pubblico e democratico con tutti i soggetti coinvolti, dirigenti, lavoratori e cittadini. Ad oggi molte famiglie non sono consapevoli delle conseguenze reali e concrete che questa fusione comporterà - sulla qualità stessa di una scuola che deve formare. Ci domandiamo - si legge - quali saranno gli effettivi risparmi di questa manovra e la reale ricaduta in positivo sulla cittadinanza, visto che il personale scolastico non è alle dipendenze dell'amministrazione comunale e considerato che i reali risparmi potrebbero essere ricavati da settori non essenziali e prioritari per tutta la cittadinanza. Facciamo inoltre presente che negli ultimi anni la scuola statale è stata oggetto di ripetuti tagli. Chiediamo risposte chiare». (l.b.)
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