Gioco
Gli organi del piccolo Joich salvano la vita di otto bambini
Lido di Camaiore: la famiglia del ragazzino di 11 anni morto al Meyer dopo l'incidente stradale trova la forza di pensare agli altri. La zia: "Lui avrebbe fatto la stessa cosa"
LIDO DI CAMAIORE. Afflitti dal dolore più grande che un padre e una madre possano provare - la morte di un figlio strappato al mondo troppo presto - hanno deciso di donare la vita. Babbo Thomas e mamma Katusa Dinich - i genitori di Joich Mastini, l’11enne morto all’ospedale Meyer di Firenze una settimana dopo essere stato investito da un’auto davanti casa, in via Macchia Monteggiorini, a Lido di Camaiore - grazie al loro generoso gesto hanno salvato la vita di otto bambini, autorizzando l’espianto di organi come polmoni, reni, tessuti e pancreas.
Colpiti da una tragedia più grande di loro, la famiglia del piccolo ha avuto la forza e la lucidità di pensare agli altri. A chi una speranza di salvarsi forse ce l’aveva e che, alla fine, l’ha vista concretizzarsi proprio grazie alla scelta dei coniugi Mastini. Il loro Joich ha lottato con tutto sè stesso, purtroppo senza riuscire a sopravvivere al terribile incidente stradale di cui è stato vittima martedì 3 maggio. «Era un bambino che aiutava sempre gli altri - lo ricorda la zia Consuelo Dinich, che abbiamo incontrato ieri, in via del Secco, a pochi passi da dove vive con i parenti - e un grande giocherellone. Era estremamente legato ai genitori e al fratellino di quattro anni».
Una delle passioni del piccolo era il calcio. Forse è stato proprio un maledetto pallone da calcio ad averlo attirato in strada, in via Macchia Monteggiorini, dove è stato investito da una macchina. Esattamente in quel punto, nel pomeriggio di mercoledì 11, alcune persone hanno lasciato un mazzo di fiori il suo ricordo. «Leggeva tantissimo - racconta zia Consuelo - e, come molti bambini della sua età, amava guardare i cartoni animati, ad esempio i Pokemon. Ascoltava le nostre canzoni sinti (la famiglia, originaria del Piemonte anche se il piccolo è cresciuto in Versilia, ha infatti radici sinti) e quelle di Enrique Iglesias».
La decisione dei genitori 40enni di Joich è stata pressoché immediata: hanno espresso il desiderio di donare gli organi appena i medici hanno detto loro che per il bambino non c’erano più speranze. Le operazioni di espianto sono iniziate mercoledì mattina, per concludersi attorno all’ora di pranzo. Un angelo volato prematuramente in cielo - grazie alla generosità di babbo Thomas e mamma Katusa - ha permesso ad altri bambini della sua età di vivere.
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