Il Tirreno

Versilia

parole in libertÁ

Querelato da Mallegni, scuse e polemiche

PIETRASANTA. Una denuncia-querela che fa discutere, quella che la giunta ha deciso di sporgere nei confronti di Michele Dati, pietrasantino che nei giorni scorsi, sulla bacheca dei pietrasantini...

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Una denuncia-querela che fa discutere, quella che la giunta ha deciso di sporgere nei confronti di Michele Dati, pietrasantino che nei giorni scorsi, sulla bacheca dei pietrasantini docche, aveva fatto ricorso ad un epiteto, “dementi”, chiamando in causa il Comune a margine del contestato piano della sosta nel centro storico.

«Lo avevo dichiarato qualche mese fa, all’inizio del mandato - aveva scritto Massimo Mallegni sulla sua bachecha - questa volta accetterò come sempre critiche e confronti, anche aspri, ma non tollererò più offese e affini. Sono amareggiato, ma determinato».

Si definisce a sua volta «dispiaciuto» Michele Dati che precisa: «Mi ero già scusato per quanto scritto nei post successivi: altro, però, non intendo aggiungere in questo momento. Non mi sembra il caso».

A innescare la critica al curaro di Michele Dati era stato il fatto che, una volta andato a ritirare i moduli per la libera sosta, nella zona a traffico limitato, era venuto a conoscenza che poteva appunto sostare, nella ztl, un motorino alla volta. «Noi siamo con tre motorini: ora dove li mettiamo - aveva scritto Dati accompagnando il commento con l’epiteto - visto che me ne hanno rubato già uno non posso mica lasciarli alla stazione. Grazie Mallegni, grazie Mazzoni».

Missiva sgradita con coda, come detto, in tribunale . Ma c'è già chi, sempre sui social, si dichiara pronto a soppesare ogni parola, già scritta o che verrà scritta, dal sindaco e dalla sua giunta. Per una querelle a carte bollate destinata a inasprire ulteriormente il clima politico cittadino. (l.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa