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I revisori del Comune: dove sono 7,5 milioni di spese di investimento?
VIAREGGIO. «A tutela della assoluta serietà ed onorabilità del Collegio dei revisori del Comune di Viareggio, per onestà intellettuale ho l'obbligo», scrive il presidente Daniele Limberti, «di...
VIAREGGIO. «A tutela della assoluta serietà ed onorabilità del Collegio dei revisori del Comune di Viareggio, per onestà intellettuale ho l'obbligo», scrive il presidente Daniele Limberti, «di alcune precisazioni». Tra queste la conferma della disponibilità ad incontrare il sindaco fatte salve le date in cui il Collegio aveva «impegni inderogabili». Ma anche il non aver ancora ricevuto «ad oggi, e pur avendole richieste. le controdeduzioni del ragioniere capo».
Limberti entra poi nei conti: «Le attività svolte dal Collegio, nelle particolari e gravi condizioni finanziarie in cui versa il Comune di Viareggio, sono state orientate ad effettuare tutte quelle verifiche e tutti quei controlli di cui ripetutamente ha dato atto e ha fatto esplicita raccomandazione il ministero con il decreto del 23 dicembre 2015. La Corte dei Conti-sezione di controllo della Toscana, con nota del 5 aprile 2016, inviata per conoscenza anche al Collegio e da noi ricevuta dopo che avevamo concluso la relazione sul rendiconto 2014, chiede in modo più esteso di conoscere le stesse informazioni e di fare le stesse verifiche che hanno portato alle nostre conclusioni».
Il controllo delle società ed organismi partecipati, «ancora latente» fa ritenere «ragionevolmente che nelle pieghe di questi bilanci possano nascondersi debiti sprovvisti di copertura finanziaria, come dimostrano le notizie riportate nelle nostre relazioni 2014 e 2015». La relazione al rendiconto 2014 «si è conclusa con parere negativo perché il Collegio ha verificato l'esistenza di scritture contabili errate (riconosciute dal ragioniere capo nella commissione del 2 maggio), accompagnate da una nostra proposta di rettifica non accolta, e perché sono state accertate cancellazioni di partite contabili vincolate per spese di investimenti per 8.840.536,86 a fronte delle quali si sono ricevute prima assicurazioni generiche e poi parzialmente esaustive (2 maggio a pomeriggio inoltrato), che hanno portato a verificare la loro parziale inclusione tra le somme vincolate da ricostituire. Nella fattispecie, il mantenimento o la cancellazione di tali partite contabili influisce sensibilmente sul risultato contabile di esercizio e sulla attendibilità del bilancio».
Il Collegio, nella relazione al rendiconto 2015, ha dichiarato di "non poter attestare che corrisponda alle risultanze ’sostanziali’ della gestione". Il motivo rilevante risiede nella cancellazione di ulteriori spese vincolate di investimenti per ulteriori 3.002.131,78 da aggiungersi a quelle precedenti. Il Collegio ha ricevuto nel pomeriggio del 2 maggio parziale spiegazione in un prospetto che spiega l'appostamento di 4.365.396,50 di fronte a 11.842.668,64 cancellati (8.840.536,86+3.002.131,78), con la differenza di 7.477.272,14. A ciò si aggiunga che l'Organismo straordinario di liquidazione ha respinto richieste di inserimento nella massa passiva per 2.221.460,59. Pertanto alle incertezze si aggiungono ulteriori elementi di instabilità».
L'esame analitico condotto dal Collegio sugli atti trasmessi dall'amministrazione, inoltre, «ripropone le stesse domande aggiornate alle conoscenze attuali: dove sono rappresentati 7.477.272,14 di spese di investimento vincolate e cancellate, che non possono essere trasferite all'Osl in quanto vincolate, per le quali non risulta consegnato alcun atto, pur in presenza di reiterate richieste, che legittimi la cancellazione? E quale copertura finanziaria può essere assicurata alle istanze rigettate? Il Collegio cerca solo risposte semplici a domande semplici, senza accusare nessuno e senza prevaricazioni verso nessuno».
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