Italia
«Fa piangere i nostri figli» Mamme contro la maestra
CAMAIORE. A quelle quattro mamme una delle insegnanti dei figli proprio non va giù. Secondo loro - che non hanno mandato i figli alle prove Invalsi perché contrarie ai test stessi - la maestra,...
CAMAIORE. A quelle quattro mamme una delle insegnanti dei figli proprio non va giù. Secondo loro - che non hanno mandato i figli alle prove Invalsi perché contrarie ai test stessi - la maestra, durante la correzione delle verifiche li avrebbe «umiliati», facendo pesare ai bambini «la scelta» di «non mandarli a scuola durante le prove». «Ha denigrato la nostra decisione - dicono in coro i quattro genitori, riunitisi ieri pomeriggio per prendere posizione contro la maestra - e i nostri figli sono usciti da scuola piangendo. Chiediamo di essere ascoltati dal dirigente scolastico.
Ma andiamo con ordine: l’episodio di cui parlano le mamme si riferisce a qualche giorno fa. Siamo in una classe di una scuola primaria di Camaiore. Il giorno dei test Invalsi i quattro bambini non si sono presentati in classe per volere dei genitori, che mal tolleravano le prove stesse. Ventiquattro ore dopo - precisano i genitori - la maestra ha assegnato loro un esercizio personalizzato, «umiliandoli», secondo le madri.
Un episodio che Giuliano Bonuccelli, responsabile versiliese dei Cobas scuola, in una nota definisce «di inaudità gravità».
Ma il dirigente scolastico - da noi contattato - ridimensiona completamente l’accaduto. Il dirigente difende a spada tratta la docente, riservandosi comunque di svolgere verifiche più approfondite sulla vicenda. «L’insegnante ha agito correttamente - spiega il dirigente - visto che ha optato per non fare correggere i test ai quattro assenti, proprio in virtù del disaccordo manifestato dalle madri, di cui la maestra evidentemente era a conoscenza. In questa decisione non vedo alcun intento punitivo. Anzi - sottolinea il dirigente scolastico il comportamento della collega, e il suo rispetto verso le idee dei genitori, è soltanto da apprezzare».
Le quattro mamme - attraverso i Cobas - hanno messo in evidenza anche che un alunno portatore di handicap abbia «dovuto affrontare - si legge sempre nel comunicato stampa diffuso dal sindacato - le stesse prove previste per gli alunni normodotati.
«È vero, le regole ci dicono di non sottoporli al test - sottolinea ancora il dirigente scolastico - ma che cosa dovremmo fare, buttarli fuori? No - conclude - noi siamo per l’inclusione: i ragazzini disabili si devono almeno sentire uguali agli altri anche se poi, ai fini della valutazione, le loro prove non verranno considerate».
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