Sicurezza
Verande, ultimatum del Comune: via con le buone o le cattive
Alla vigilia della discussione del ricorso presentato al Tar Toscana da undici commercianti l’assessore manda un messaggio chiaro: «Niente suolo pubblico a chi non si adegua alla delibera»
VIAREGGIO. Venti di guerra soffiano sulla Passeggiata alla vigilia dell’udienza al Tar dell’11 maggio, quando i giudici amministrativi saranno chiamati a decidere in merito alla sospensiva della delibera numero 44 del 21 dicembre 2015 relativa ai nuovi arredi dei locali in Passeggiata. «Con le buone o con le cattive le vecchie verande lasceranno il posto ad ombrelloni e sedie come stabilito dall’amministrazione», dichiara Valter Alberici, assessore al commercio e uomo-chiave dell’amministrazione Del Ghingaro. «E sarebbe meglio - aggiunge Alberici con riferimento agli undici commercianti che hanno sottoscritto il ricorso - che si dessero una regolata».
Affermazioni che restano valide, è ancora l’assessore a parlare, «anche se il Tar concedesse la sospensiva richiesta». Perché in quel caso «entrerebbe in vigore la delibera 320, approvata dall’amministrazione Lunardini» ed osteggiata dai commercianti che presentarono, anche in quel caso, un ricorso. Poi sospeso in seguito al lavoro e alla rassicurazioni dell’amministrazione di Leonardo Betti, prematuramente decaduta. «La delibera 44 che oggi è oggetto di un ennesimo ricorso - prosegue così il ragionamento di Valter Alberici - non è altro che la soluzione messa a punto dall’allora assessore Chiara Romanini e migliorata». Quindi, «questa lobby della Passeggiata deve farla finita. Perché sono gli stessi che non hanno rispettato la delibera 320 e, a dirla tutta, non hanno mai rispettato niente, neppure il Pp5, piano particolareggiato della Passeggiata». Quindi, conclude Alberici, «visto che la città è contro di loro sarebbe meglio che si dessero una regolata», invece di proseguire con «un atteggiamento non consono al rispetto della legalità».
Le parole dell’assessore sono, in sintesi, i contenuti dell’opposizione del Comune al ricorso dei commercianti. Opposizione nella quale si ricorda ai giudici del Tribunale amministrativo che «allo scadere dei termini per l’adeguamento della strutture in essere, per coloro che a seguito di accertamenti e verifiche non risulteranno conformi alla nuova regolamentazione, il Comune dovrà procedere ad avviare procedimenti di contestazione ai sensi della legge 241/90 e all’esito di questi emanare i relativi provvedimenti sanzionatori di rimozione». Un passaggio sul quale Alberici è più volte tornato negli ultimi giorni e che può essere così sintetizzato: niente verande nuove-niente suolo pubblico fino a quando i commercianti non decidono di adeguarsi alla delibera 44/2015. Visto che - si legge nell’opposizione al ricorso - «i ricorrenti erano ben consapevoli dell’obbligo di adeguamento delle strutture presenti, non conformi alle varie regolamentazioni. Ma i ricorrenti hanno continuato ad occupare tali spazi con strutture e superfici non conformi, né adeguate». Arrivati alla delibera del dicembre 2015, dunque, non hanno scampo - a parere dell’amministrazione - al dovere tassativo di applicarlo. Pena, un’estate da gelati in piedi per tutti.
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