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Si spoglia al ristorante, il giudice lo assolve

Si spoglia al ristorante, il giudice lo assolve

Viareggio: anziché pagare il conto si toglie le mutande. Ma il reato a gennaio è stato depenalizzato

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VIAREGGIO. Al momento di pagare il conto, anziché estrarre il portafogli, si è abbassato i pantaloni. Ha mostrato i genitali ai titolari di un noto ristorante di Viareggio e a tutti quei clienti che, in quel momento, stavano consumando il pasto.

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E ieri, a distanza di un anno mezzo da quell’episodio, è stato assolto perché il reato non sussiste. Rendersi protagonisti di atti osceni in luogo pubblico, infatti, non è più punito a livello penale, ma solo dal punto di vista amministrativo, con sanzioni che vanno da 5.000 a 30.000 euro (se naturalmente viene presentata una querela all’autorità giudiziaria).

Così, un cittadino di origine africana che, sotto l’effetto dell’alcol, si era reso protagonista del delirante episodio, non è stato punito. Il giudice del tribunale di Lucca Giuseppe Grotteria - applicando la legge - non ha potuto far altro che assolverlo, dal momento che il reato di atti osceni, a partire dal 15 gennaio di quest’anno, è stato depenalizzato dal governo Renzi, che lo ha ridimensionato a illecito amministrativo.

All’epoca, un anno e mezzo fa, furono direttamente i carabinieri a denunciare l’extracomunitario, avvertiti dal titolare del locale. Prima, infatti, il reato era perseguibile d’ufficio e prevedeva la reclusione da tre mesi e tre anni. Ora non è più così. La reclusione - in questo caso da quattro mesi a quattro anni e mezzo - è prevista solo «se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se, da ciò, deriva il pericolo che essi vi assistano», recita l’articolo 527 del codice penale.

Così, il cliente del ristorante, non è stato punito. Ora si trova comunque detenuto in carcere, ma per altri motivi legati al traffico di stupefacenti. Non per gli atti osceni di un anno e mezzo fa, visto che il reato è stato depenalizzato. (s.t.)

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