Il Tirreno

Versilia

Scocca l’ora di Marialina

La Marcucci nominata prima presidente donna della Fondazione

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VIAREGGIO. Il suo nome Giorgio Del Ghingaro dice di averlo nella testa da almeno tre mesi. Ma il primo contatto fra il sindaco di Viareggio e Marialina Marcucci risale solo ad una quindicina di giorni fa. «Ho pensato a te come nuovo presidente del Carnevale», le ha detto nella prima occasione in cui si sono visti testa a testa. «Ci posso pensare?», le ha replicato l'imprenditrice. «Sì, ma hai molto poco tempo», le ha risposto Del Ghingaro. E il sì è arrivato pressoché in diretta.

L'ascesa della prima donna alla guida della Fondazione Carnevale è nata così. «E' stato tutto immediato, fulmineo», sottolinea il sindaco con un sorriso con cui solo a stento riesce a nascondere la soddisfazione per una nomina di grande peso. E, almeno in prima battuta, difficilmente attaccabile. Perché aver coinvolto un personaggio come Marialina Marcucci nel progetto del futuro del Carnevale è un coupe de théatre che davvero in pochi si aspettavano. E che - almeno potenzialmente - è capace di innescare circuiti virtuosi in termini di rilancio della manifestazione.

Nata a Barga sessantadue anni fa, molto nota a Viareggio anche per le attività di famiglia presenti sulla costa (dalla proprietà di uno stabilimento balneare in Darsena fino alla recente acquisizione di Rete Versilia attraverso Noi Tv), Marialina Marcucci non è certo un nome qualsiasi nel panorama imprenditoriale e politico viareggino, toscano e italiano. Tanto che prima delle elezioni per qualche giorno si era fatto il suo nome anche come possibile candidato sindaco del Pd. Il padre Guelfo, scomparso nel dicembre scorso, è stato infatti il capostipite di un impero economico che affonda le sue radici nell'industria farmaceutica (e in primo luogo negli emoderivati) e che poi si è ramificato nella televisione (al Ciocco è nata Videomusic), nell'editoria (nei primi anni Duemila è stata presidente dell'Unità) fino ad alcuni recenti progetti legati al mondo della comunicazione e delle nuove tecnologie.

Ma è soprattutto il suo peso politico che può rivelarsi importante per il futuro del Carnevale di Viareggio. Non tanto per il suo passato di amministratrice regionale - alla metà degli anni Novanta scese in campo per candidarsi al consiglio regionale con Toscana Democratica diventando vicepresidente della giunta nonché assessore alla cultura, alla comunicazione e allo spettacolo - quanto per essere la sorella di Andrea Marcucci, senatore Pd fedelissimo di Matteo Renzi nonché attuale presidente della commissione cultura a Palazzo Madama. «Io e mio fratello ci vediamo di rado - prova a schernirsi - e quando accade non parliamo quasi mai di politica». Ma di certo non è difficile immaginarsi che di fronte a lei possano spalancarsi molte porte importanti della politica romana e, in primis, proprio quella del ministero dei beni culturali con cui il Carnevale di Viareggio ha certamente molto a che spartire.

Il primo banco di prova, a questo proposito, sarà il bando istituito lo scorso anno dal ministero proprio per finanziare i carnevali italiani e a cui Viareggio aspira a recitare un ruolo da protagonista nella distribuzione delle risorse. «Ma sull'esito del bando credo che conterà molto di più la qualità del progetto presentato da Viareggio che non le parentele», ha subito precisato la neo presidente della Fondazione.

Prima di esporre i suoi progetti per il Carnevale di Viareggio («Ho quattro o cinque idee che ho già sottoposto al sindaco Del Ghingaro, ma innanzitutto voglio confrontarmi con gli altri componenti del consiglio di amministrazione», ha preso tempo), Marialina Marcucci ha chiesto qualche settimana di tempo per conoscere meglio la materia. «Per la fine di maggio ho in mente di anticipare le prime novità. Ma credo che un progetto per il Carnevale debba avere un respiro di almeno due-tre anni».

Intanto, però, schiva con diplomazia la domanda delle domande. Ovvero se, nel corso del suo mandato, affronterà anche il tema del taglio dei costi. E, in primis, quello della cartapesta. «Tagliare non piace a nessuno. Cercherò di usare le forbici il meno possibile. E il ancor meno possibile di usarle con i carri. Piuttosto vorrei lavorare per riuscire ad incrementare le entrate…»

La neo presidente si lascia anche andare a qualche considerazione più personale sul suo rapporto con la città e con il suo Carnevale. «Viareggio è un posto al quale sono profondamente legata. Qui ho studiato da ragazza quando frequentavo il liceo scientifico, qui ho appeso il mio primo fiocco rosa quando è nata mia figlia. Il Carnevale? Sui carri ci sono salita tanti anni fa, quando ero poco più che una bambina. Ma poi ho continuato a venirci negli anni. Ora arrivo per un incarico che mi riempie di gioia e che so essere molto importante. Ho accettato senza indugi perché conosco bene il sindaco Del Ghingaro e ne conosco le capacità che ha dimostrato da primo cittadino di Capannori. Grazie a lui Capannori si è trasformata da ancella neppure troppo nobile a cittadina di grande personalità».

Per Marialina Marcucci si apre anche un futuro viareggino non soltanto legato al Carnevale. Nel progetto del sindaco Del Ghingaro di fondere Carnevale e Pucciniano per lei è disegnato un ruolo da protagonista. «In passato mi sono occupata del Festival quando, da vicepresidente della Regione, riuscimmo a risistemarne i conti». Il futuro potrebbe non essere così dissimile.

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