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Versilia

Case parcheggio, lo sfratto è rimandato

Case parcheggio, lo sfratto è rimandato

Alta tensione all’ex Pretura ma il Comune conferma: «A maggio quattro alloggi saranno sgomberati»

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PIETRASANTA. Alla fine, ieri mattina, dalle parti delle case parcheggio all’ex Pretura, lo sfratto programmato dal Comune e che ha visto l’intervento di vigili e carabinieri, non si è concretizzato. Il motivo? L’impossibilità di cambiare la serratura, come da procedura, dell’alloggio che ospitava e ancora continua a ospitare una famiglia di senegalesi. «Abbiamo dovuto rimandare per una problematica tecnica: i nostri operai non erano infatti nelle condizioni di sistemare la nuova serratura. Lo sfratto - fa sapere l’assessore Lora Santini - sarà eseguito nei prossimi giorni. La mamma e i due bimbi sfrattati saranno accolti da un istituto di suore, in città».

Aldilà della singolarità di quanto accaduto - uno sfratto posticipato per una serratura di troppo - resta la delicatezza di una situazione che vede già programmati, oltre a quello di ieri, altri tre sgomberi di alloggi nel mese di maggio, per altrettante famiglie. «Ma noi da qui - dice Liana Binelli - non ce ne andiamo. Anzi, non ce ne possiamo andare. Sono invalida al 100%, come è invalido mio marito. Prendo 14 pasticche al giorno e ho serissimi problemi di salute: come possono solamente pensare di buttarci fuori da una casa che ci ospita da quasi 4 anni. Il Comune ci aveva proposto di aderire ad un progetto, quello delle borse lavoro, che a fronte di un servizio reso alla comunità, ti garantisce 500 euro mensili, poi trattenuti in parte per pagare utenze del passato e arretrati e in parte per coprire le spese relative alle attuali quote d'affitto mensili. Ma, come detto, io e mio marito, non siamo nelle condizioni di lavorare: mettiamo insieme 1000 euro di pensione e con questa somma dobbiamo fare fronte a tutto. Ho proposto, per le borse-lavoro, l'impiego di mia figlia, ma il Comune ha detto no. Abbiamo una nostra dignità, ma soprattutto abbiamo l'esigenza di stare sotto un tetto, a causa delle nostre condizioni di salute».

Sotto sfratto anche Ciro Improta. «Ho moglie e figlia, ho aderito alla borsa lavoro: faccio il custode alla palestra Tommasi: mi trattengono i 500 euro mensili per saldare arretrati e parte della quota di affitto e hanno deciso di sfrattarci perché non pago una parte ulteriore - 130 euro - della stessa quota di affitto mensile. Ma il sottoscritto più di quello che sta facendo non può dare, dove li trovo altri soldi. Andarcene? Da qui non ci muoviamo, all’ex pretura abitano 12 famiglie e tutte devono avere analoghi diritti e doveri: nessuna eccezione».

Confidano in una soluzione favorevole anche gli inquilini provenienti dal Senegal. «Siamo pronti a a rispettare quanto ci chiedono, ma se ci mandano via da questa casa, saremo costretti a stare in strada. Cosa ci è stato detto? Aspettiamo notizie dal Comune».

Ma dal municipio , come detto non arrivano notizie rassicuranti. «Otto famiglie hanno aderito alla borsa-lavoro e rispettano gli impegni presi e quindi non sono previsti, per un periodo da definire, sgomberi anche se il mio consiglio è quello di presentare domanda per la graduatoria delle case popolari. Per le 4 famiglie restanti - spiega Santini - non ci saranno i rinvii: sono nel cuore di ognuna di queste persone, capisco il dramma che stanno vivendo, ma non posso neppure fare finta di niente di fronte alle difficoltà abitative di tanta altra gente che ogni giorno ci viene a chiedere aiuto. Abbiamo 146 famiglie in lista di attesa per una casa popolare, senza dimenticare che nelle case- parcheggio, come ben sanno gli attuali inquilini, la permanenza non doveva andare oltre un anno. E siamo, invece, a quasi a 4 anni e con importanti importi di arretrati, denaro pubblico, da saldare. Quello che potevamo fare l'abbiamo fatto, ma il rispetto delle regole deve valere per tutti».(l.b.)

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