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Versilia

IL ROMANZO

Un’inchiesta d’altri tempi nel romanzo di Paolo Fortini

Un’inchiesta d’altri tempi nel romanzo di Paolo Fortini

FORTE DEI MARMI. Il Commissario De Luca di Lucarelli ai tempi di Salò, Montalbano di Camilleri nella Sicilia dei giorni nostri, e poi ancora l’ispettore Sarti di Macchiavelli nella Bologna degli...

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FORTE DEI MARMI. Il Commissario De Luca di Lucarelli ai tempi di Salò, Montalbano di Camilleri nella Sicilia dei giorni nostri, e poi ancora l’ispettore Sarti di Macchiavelli nella Bologna degli anni Settanta: insomma scrittori e autori si sono sempre dati da fare per creare personaggi emblematici calati alla perfezione in ogni tempo e in ogni luogo: adesso, però, anche l’ex Capitanato di Pietrasanta ha il suo poliziotto, anzi il comandante della polizia dell’enclave mediceo-fiorentina della Versilia in persona. Si chiama Biagio Guerra e l’ha inventato, nel suo ultimo libro “Le Colline del terrore”, Paolo Fortini, 83 anni dei quali oltre la metà spesi in municipio e ben 26 a scrivere le cronache locali di questo paese, e che da almeno 4 anni regala agli amici e ai suoi lettori un bel libro ogni anno, guardando alle sue esperienze di corrispondente locale dei tempi andati, ma soprattutto scegliendo la difficile via del romanzo storico. L’aveva fatto già tre anni raccontando la storia del popolino minuto della Vaiana ai tempi del Lodo di Papa Leone X de' Medici nella Versilia cinquecentesca e poi nel 2014 con “Il mistero di Sant’Elmo” raccontando i giorni in cui nella piazza centrale del Magazzino (così si chiamava allora il Forte) i muratori del Granduca davano gli ultimi ritocchi al Forte leopoldino.

In “Le Colline del terrore”, siamo nel 1735, e Biagio Guerra, appena nominato comandante della polizia del Capitanato, si trova dinanzi a una serie impressionante di omicidi, che mettono a dura prova la fama di segugio infallibile nel trovare i responsabili di un crimine; fama guadagnata in diverse occasioni in cui era riuscito a risolvere casi complicati dove altri avevano fallito. Vittime i titolari delle cave delle Apuane. Stavolta però Guerra ha di fronte un assassino, spietato e astuto, che riesce ad agire non lasciando niente che possa farlo individuare, salvo la sua firma “Nemesi”, scritta col sangue delle vittime, e altre pochissime lievi tracce che aiuteranno Guerra a scoprire il responsabile delle stragi e a mettere la parola fine all’ondata di terrore che aveva colpito chi abitava sulle colline della Versilia. Di più, di un giallo storico, non è lecito dire, ma ce n’è abbastanza per incuriosire i lettori che non mancheranno a Paolo Fortini, che anche stavolta è riuscito nel miscelare la fantasia con la storia locale. Il libro è già nelle edicole e nelle librerie del Forte.

Franco A. Calotti

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