Il Tirreno

Versilia

momenti di tensione

In tribunale risuona il grido «Assassino»

LUCCA. «Assassino, avevi detto che non avevi fatto nulla...». L’urlo risuona forte nei corridoi del tribunale Galli Tassi e fa tremare cuori e coscienze. Alessio Fialdini, 19 anni, destinatario di...

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LUCCA. «Assassino, avevi detto che non avevi fatto nulla...». L’urlo risuona forte nei corridoi del tribunale Galli Tassi e fa tremare cuori e coscienze. Alessio Fialdini, 19 anni, destinatario di quelle parole, tira dritto “scortato” dal suo avvocato Massimo Landi e con i carabinieri a fare da schermo. Persino di fronte ai cronisti. L’altro indagato, Federico Bianchi, non era presente. Così come non c’era Matteo Della Ragione, che è sotto accusa ma di fronte al tribunale dei minori di Firenze.

Non è la prima volta che l’inchiesta giudiziaria per la morte di Manuele Iacconi vive momenti di tensione. Già nel corso del primo processo, quello tenutosi di fronte al tribunale dei minori di Firenze - che ha visto la condanna a dodici anni di carcere del ragazzo che si era autoaccusato - erano volate parole pesanti. Troppa la tensione accumulata dagli amici di Manuele, che da oltre un anno e mezzo portano avanti la battaglia per avere giustizia assieme alla famiglia Iacconi. Anche ieri mattina erano davvero in tanti, ad aspettare da fuori l’esito dell’incidente probatorio. E una volta conclusasi l’udienza, la rabbia è venuta fuori di nuovo. Grazie alla presenza delle forze dell’ordine, sia polizia che carabinieri, tutto è rimasto nell’aria senza che vi fossero conseguenze particolari.

L’omicidio di Manuele Iacconi, del resto, ha scosso le coscienze. Ancora oggi persino per chi conosce fatti e retroscena, è difficile capire come sia stata possibile una cosa del genere. Senza giustificarle, le risse tra giovani sono un fenomeno con cui si ha spesso a che fare. Ma come questa si sia potuta concludere con due ragazzi massacrati a colpi di casco, fino alla morte di uno dei due, resta una domanda aperta sui cuori di ognuno.

Alla fine di tutta questa storia l’immagine più inquietante sono i due giovani sotto accusa che lasciano il tribunale, mostrandosi agli altri per quello che sono: due ragazzini, sul volto e nel fisico. Vederli accostati a una vicenda così terribile lascia un senso di sconfitta. A prescindere da cosa diranno le aule di tribunale. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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