Il Tirreno

Versilia

lutto

Viareggio, fotografo di 57 anni stroncato da un infarto

di Stefano Taglione
Il fotografo Riccardo Fivizzoli Badii
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Il fotografo Riccardo Fivizzoli Badii

Riccardo Fivizzoli Badii è morto al Varignano nella casa dove abitava. Grafico per un’azienda di marmi a Massa, lascia una figlia di 10 anni

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VIAREGGIO. Ha avuto giusto il tempo di telefonare all’ex moglie, spiegandole che era stato colpito da un infarto. Poi la corsa in ospedale, al Versilia, e il trasferimento all’Opa di Massa, in un disperato tentativo di salvargli la vita.

Riccardo Fivizzoli Badii, 57 anni, se ne è andato il Primo maggio, durante la Festa dei lavoratori. Lui, fotografo e grafico di talento, amava alla follia le sue due professioni. Un malore, poco dopo le 19, gli è stato fatale: quando si è sentito male Riccardo si trovava in un appartamento del Varignano, dove viveva da qualche tempo a questa parte. Era davanti al computer e stava mostrando alcune foto al padre di una compagna di classe della figlia, di dieci anni. Ex scout, ultimamente il 57enne collaborava in un’azienda di marmi di Massa - la Up Group - per la quale realizzava composizioni grafiche.

Fivizzoli, nell’ultimo giorno di festa, ha pranzato insieme all’amico carrista Roberto Vannucci, che lo ricorda così: «Oggi un dolore tremendo squarcia il mio cuore - racconta - è volato in cielo, all'improvviso, un amico caro che è cresciuto insieme a me. Mi mancherai da morire Riccardo». Il fotografo viareggino - particolarmente bravo nei fotoritratti - era molto conosciuto in città. Sposato con Maria Laura Larini, dalla quale si era poi separato, aveva una figlia di dieci anni, Matilde, che sulle orme del padre è entrata negli scout.

Fra le sue passioni anche l’astronomia: molte immagini del suo repertorio ritraggono infatti stelle e pianeti. Come grafico, invece, il professionista versiliese ha lavorato pure per un’azienda in Romania, dove ha vissuto qualche anno fa.

Il 57enne è sempre rimasto legato alla sua terra d’origine, tanto che era tornato a viverci. Ultimamente divideva un appartamento con Carlo Pezzini, amico fraterno da 30 anni a questa parte. «Quando Riccardo si è sentito male io non ero in casa - racconta Pezzini - e la notizia mi ha colto di sorpresa. Stava bene, non mi sarei mai aspettato un epilogo del genere. Un problema alle coronarie gli ha causato l’infarto».

Con affetto lo ricorda anche il collega fotografo Adolfo Favilla, con il quale ha collaborato per alcune campagne pubblicitarie. Fivizzoli, infatti, era particolarmente bravo nelle foto in bianco e nero, che non a caso popolano la sua pagina Facebook. «Era fra i miei migliori amici - lo ricorda Favilla - e sabato dovevamo andare insieme a comprare delle cose. Stava bene. La settimana scorsa aveva avuto una bronchite, ma poi mi aveva detto di essersi ripreso». Il 57enne, prima di andare a lavoro, andava a trovare l’amico tutti i giorni nel suo studio di via di Montramito. «Passava sempre per un caffè - continua Favilla - fra le 7,30 e le 8».

Fivizzoli ha collaborato anche con la Fondazione Carnevale, per la quale ha curato le presentazioni fotografiche delle varie manifestazioni insieme a Umberto Nave, al tempo presidente del circolo fotografico “I Vàgeri”. «È stato fra i primi che ha usato la dissolvenza - racconta l’amico Angelo Severi - una tecnica di presentazione fotografica, con le immagini che scorrono una dopo l’altra in modo gradevole, a ritmo di musica».

I funerali del fotografo si sono svolti martedì 3 maggio alle 15 nella chiesa di San Giovanni Bosco al Marco Polo.

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