Il Tirreno

Versilia

Tre bilanci in consiglio comunale I revisori: disavanzo mascherato

di Donatella Francesconi
Tre bilanci in consiglio comunale I revisori: disavanzo mascherato

Parere negativo del Collegio anche su consuntivo 2015 e sulla proposta di previsione 2015-2017 Il ragioniere capo accusa Limberti, Pucci e Suriano: «Vi siete comportati come carabinieri»

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VIAREGGIO. Tre atti di bilancio in un sol colpo in consiglio comunale, perché le scadenze incombono. Nella seduta che va ad iniziare questa mattina alle 9 i consiglieri sono chiamati ad esprimersi sui rendiconti 2014 e 2015, oltre che sul bilancio preventivo 2015. Del preventivo 2016 si discuterà - secondo le indicazioni del sindaco alla Conferenza dei capigruppo - nel consiglio del 18 maggio. Ieri mattina i documenti contabili 2015 sono stati votati dalla sola maggioranza, nella riunione della commissione bilancio (presidente Stefania Carraresi) alla presenza dell’assessore al bilancio Laura Servetti, del ragioniere capo Alberto Bartalucci e del Collegio dei revisori al completo nelle persone di Daniele Limberti (presidente), Claudio Pucci e Salvatore Suriano.

Il parere dei revisori è negativo su consuntivo 2014 (con valore di referto e dunque segnalazione alla Corte dei Conti e richiamo alle responsabilità dei consiglieri), ma anche su consuntivo 2015 e sulla proposta di bilancio di previsione 2015-2017. Ed ancora più pesanti dei pareri sono le parole risuonate ieri nel corso della commissione che ha visto un confronto serrata tra revisori dei conti e ragioniere capo del Comune. Il quale, seduto a fianco di un silenzioso assessore Servetti, ha accusato Limberti, Pucci e Suriano: «Vi siete comportati come carabinieri».

Affermazione che Limberti ha respinto energicamente. Ma, ad ascoltare le parole di Salvatore Suriano (che nella vita è anche assessore a Fiesole e dunque sa come ci si ente dall’altra parte del tavolo), appare evidente da cosa derivi la rigidità rimproverata ai revisori: «Si ha l’impressione - così si esprime Suriano - che l’amministrazione comunale abbia affanno di mascherare il disavanzo per accelerare i tempi di uscita dal dissesto». Il risanamento - ricorda Suriano - «ha un termine di legge: cinque anni dal 2014. Non c’è da affannarsi». Pronta la risposta dello stopper Giuseppe De Stefano (Viareggio democratica): «Se l’amministrazione Del Ghingaro vuole fare prima, io la sostengo».

Di avanzo «fittizio» ha più volte parlato, in queste settimane, Daniele Limberti. E non è solo questione di bilanci che tornano o tornano sulla carta. Perché spendere un eventuale avanzo fittizio, significa, inevitabilmente, produrre altro disavanzo. Reale.

La difesa del ragioniere capo Bartalucci è quella già ascoltata nelle precedenti commissioni in materia di rendiconto 2014: «Abbiamo migliorato il risultato anche senza ansie da prestazione. Perché sono stati cancellati alcuni residui che riportiamo nei fondi vincolati». Una sorta di roulette russa, quella proposta da Alberto Bartalucci: si alleggerisce il disavanzo, mettendo da parte fondi vincolati e poi si vede cosa accade, se le somme necessarie si trovano o meno, se tutti pagano o no, se qualche Santo provvederà. Tanto da arrivare a contabilizzare in 16 milioni (a fronte dei quindici di avanzo 2015 secondo il Comune) «fortissimi accantonamenti a solida garanzia di fronte alle incertezze dell’eventuale mancata riscossione. E questo dimostra che ansia di recuperare non c’è».

Un esempio di ciò che pende sulla testa dei bilanci viareggini è quello portato dal Claudio Pucci in materia di pagamenti rivendicati dal Consorzio ambiente Versilia per la partita dei rifiuti: «Se fossi l’amministrazione comunale prenderei questa partita in seria considerazione. Si parla di cifre importanti. E quando arrivano le sentenze qualcuno le deve pagare».

Pronta la risposta del consigliere De Stefano, a nome della maggioranza del sindaco Del Ghingaro: «Pagano Massarosa e Pietrasanta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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