Sicurezza
Panariello racconta le zingarate in Versilia
«Quella volta che mi travestii da Renato Zero e una volante della polizia mi fermò in piazza Mazzini...»
PIETRASANTA. Un comico con la penna, nel segno dei cani. Ma pur sempre un comico. A chiudere, alla grande, un'edizione un po' sottotono di Anteprime Mondadori è toccato a Giorgio Panariello, protagonista sul palco di piazza Duomo a Pietrasanta (quella che aveva ospitato le riprese di Bagno Maria, come lui stesso ricorda) nelle meno conosciute vesti di scrittore. So che ci sarai sempre è infatti la sua seconda prova con la penna, che fa seguito a Non ti lascerò mai solo, storia di un uomo che riesce a cambiare vita e a scoprire i veri valori della vita grazie ad un cagnolino.
I cani: la sua passione, un punto fermo, fatto di emozione e condivisione, ma alla fine, come è nella natura delle cose, la verve comica ha preso il sopravvento. E la presentazione del libro si è trasformata in show: battute a gogò, risate tra ricordi e tanta, davvero, tanta Versilia.
A cominciare dalla mancata carriera di calciatore nelle file del Milan: mancata per colpa di un centimetro. «Sì - perché spiega l'attore toscano - a 16 anni giocavo nel Ripa Querceta nel ruolo di portiere. Un giorno ad una partita venne un osservatore da Milano e insieme al Bigi e a Giulianino fui scelto per un provino con il Milan: giocai dando il meglio di me, con parate brillanti, poi mi pesarono e mi misurarono e mi rimandarono a casa dicendo che se la stagione successiva fossi cresciuto in altezza mi avrebbero preso. L'anno dopo, stesso copione, quando mi andarono a misurare: ero scorciato di centimetro! Non si sa come mai: ho chiesto pure a Piero Angela, a suo figlio Alberto, che sanno tutto della scienza, ma neppure loro mi hanno saputo dare una spiegazione».
E se si fa fatica ad immaginare un Panariello in maglia rossonera, che salta da una parte all'altra di una rete da calcio, molto più facile è pensarlo negli abiti di Renato Zero. Il suo cavallo di battaglia, un vero tormentone. Per entrambi.
E i ricordi snocciolano tra le risate generali: «Una volta - racconta Panariello - Renato era in Versilia, io e Pieraccioni a Dj Television ci inventiamo un'intervista finta. Noleggiamo un risciò a Forte dei Marmi, io vestito da Renato, con la parrucca e la copia di uno dei suoi abiti di scena fatti da mia nonna, giriamo e registriamo lo scambio di battute, mentre la gente mi chiama e mi saluta da tutte le parti. Renato vede l’intervista in televisione e chiama il fratello per chiedergli quando avessero registrato la trasmissione perché non se la ricordava neanche lui...»
Un'imitazione talmente perfetta che neanche il vero Zero se ne era accorto. «Del resto - aggiunge l'attore - uno dei commenti più belli è stato quello di un bimbo livornese che, incontrando a scuola il cantante romano, lo ha guardato e gli ha detto: “Deh, ti fa meglio Panariello“».
Fino a ricordare lo scherzo fatto ai sorcini radunati davanti al ristorante da Beppino al Paduletto, dove Renato era solito andare a cena quando veniva in Versilia: «Era agosto - racconta Panariello - vestito con una tuta di raso pesante, la parrucca, a bordo di un'Alfetta guidata da un amico passo davanti, i sorcini mi vedono e cominciano ad urlare. Noi sgommiamo, loro ci seguono e arriviamo in piazza Mazzini, dove volevamo fare un altro scherzo alla Robertona, un noto personaggio di allora. Ve la immaginate piazza Mazzini d'agosto? Ci vedono alcuni turisti da sopra i pullman e cominciano a urlare il nome di Renato. Noi procediamo la corsa spericolata finché non ci ferma la polizia. Abbiamo provato a far credere al poliziotto che fossi davvero Renato zero, ma quello, davanti a tutta la piazza, mi fece togliere la parrucca. Ho ancora nelle orecchie le urla dei sorcini gabbati "Arrestatelo, arrestatelo"».
Quella Versilia fu comunque il suo primo palcoscenico: dagli scherzi, dalle trasmissioni alla radio fino a Vernice fresca alla Bussola. E poi il teatro e ancora la televisione e il cinema. Ora anche i libri e i cani. Ma sempre con il sorriso sulle labbra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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