Il Tirreno

Versilia

Rubato un quadro di Cristo nella chiesa dei Poveri vecchi

di Stefano Taglione
Rubato un quadro di Cristo nella chiesa dei Poveri vecchi

Il furto messo a segno in piano giorno. Il dipinto apparteneva alla comunità greco-cattolica ucraina Padre Volodymyr Lyupak: «È un gesto inumano che non riusciamo minimamente a comprendere»

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VIAREGGIO. Lo hanno letteralmente strappato dalla tavola di legno dove era avvitato, sopra un sostegno posizionato accanto all’altare.

Venerdì scorso - erano da poco passate le 15,30 - Pietro Adolfo Giannecchini, responsabile dell’istituto dei Poveri vecchi, riceve una telefonata: «Presidente - gli comunica l’interlocutore - hanno portato via un quadro di Gesù Cristo». Il dipinto - donato alla casa di riposo Sacro cuore dai fedeli della comunità greco-cattolica ucraina e custodito nella chiesa di via Sant’Antonio Pucci- raffigurava il Signore ed era di origine bizantina. Incastonato in una cornice di circa 50 centimetri quadrati, il prezzo di mercato ammontava a poche centinaia di euro, ma per i fedeli di padre Volodymyr Lyupak - il cappellano missionario degli immigrati ucraini di Lucca, Pisa e Viareggio - il valore era inestimabile.

Il furto, secondo quanto ricostruito da Giannecchini, è avvenuto in pieno giorno, nel primo pomeriggio di venerdì. «A quell’ora nella cappella non c’è mai nessuno - conferma il presidente dell’istituto - quindi non ci sono testimoni. Non abbiamo sospetti».

L’atto sacrilego ha sconvolto padre Volodymyr Lyupak, che proprio due giorni fa ha celebrato il Venerdì santo secondo il Calendario giuliano, osservato dai fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina in Italia, una dottrina di rito orientale che però mantiene la comunione con la Chiesa di Roma. «Non riesco a credere che qualcuno abbia compiuto un gesto del genere - commenta il religioso - ed è un’informazione che non riesco neanche a elaborare nella mia testa».

Secondo il sacerdote - che a Viareggio segue una comunità di circa 50 persone, composta per la maggior parte da badanti dell’Europa dell’est che lavorano in provincia - il furto non avrebbe avuto fini religiosi. «Credo che un cristiano non possa neanche lontanamente pensare di commettere un così vile atto sacrilego - sottolinea padre Volodymyr - e probabilmente il dipinto è stato trafugato da una persona che voleva dimostrare qualcosa. Non capisco l’obiettivo e francamente sono senza parole».

I fedeli della comunità orientale sono rimasti scioccati dall’accaduto. «Venerdì si respirava un clima da funerale - commenta Lyupak - visto che nessuno ha compreso le ragioni di questo gesto. Purtroppo hanno rubato anche le chiavi della sagrestia che il presidente Pietro Adolfo Giannecchini, molto gentilmente, ci ha concesso in amicizia. Per fortuna lui ne ha una copia, ma fino a che non ce la darà il nostro culto religioso rimarrà paralizzato. Ora - conclude il religioso - cercheremo di trovare un quadro simile a quello che ci è stato trafugato».

@taglions

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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