Il Tirreno

Versilia

caso bolkestein

Mattugini in missione in Regione

Il presidente dei balneari di Forte contesta la nuove legge

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FORTE. «Se la legge regionale sulle concessioni delle spiagge venisse approvata nella sua forma attuale dal consiglio regionale costituirebbe un precedente pericoloso, non solo per i suoi effetti ma soprattutto per tante Regioni italiane che andrebbero magari ad adottare in seguito lo stesso provvedimento senza sostanziali mutazioni. Amplificandone però gli effetti negativi».

È Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia a denunciare la situazione mentre è in corso un incontro con l’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo. Incontro che verte appunto della legge regionale in approvazione per la risoluzione del caso Bolkestein. Legge che prevede “procedure comparative” - cioè gare pubbliche - per l’assegnazione delle spiagge, concessioni da sei a vent’anni ed eventuali risarcimenti per chi perde il bagno nella gara.

«Anche questo è un aspetto preoccupante – continua Licordari - perché vista la gravità avevamo chiesto un incontro al Governatore Rossi che per ora ci ha accordato solo di vedere l’assessore Ciuoffo, con il quale proprio oggi (ieri, ndr) si sono incontrati il presidente dei balneari del Forte, Francesco Mattugini, e Roberto Aliboni di Massa, entrambi per Assobalneari». «Noi siamo insoddisfatti di questa proposta della giunta regionale - continua Licordari - perché la legge così come è strutturata ci porta diritti alle evidenze pubbliche, viene poi abrogata la possibilità di affittare l’azienda balneare se non per gravi motivi, sottoposti a valutazione dell’mministrazione concedente. Siamo insoddisfatti anche del riconoscimento del valore commerciale al 90% , e non si capisce perché dovremmo regalare al concessionario subentrante il 10%. Inoltre la perizia è a cura di un tecnico nominato dal Comune ma che sarebbe pagato da noi. Infine per proporre il piano economico finanziario, visto che impediscono qualsiasi possibilità di ampliamento o miglioria nel privato, ci danno la possibilità di proporre interventi pubblici con opere di vario tipo (ripascimento, scogliere, aree verdi attrezzate, riqualificazione del territorio comunale). Questi i nostri principali motivi di contrarietà. E se le cose stanno così è meglio non fare nulla».

«Come sindacato - prosegue Licordari - siamo, attenti e non potrebbe essere altrimenti, all’emanazione delle norme che si susseguono a livello nazionale, ma anche regione per regione, e comunque a seguito di questa nostra azione sappiamo che il Consiglio regionale toscano è ora intenzionato a dare audizione alle associazioni di categoria toscane prima che il provvedimento della giunta approdi all’aula. E comunque ci siamo già attivati anche con i singoli consiglieri regionali per ufficializzare il nostro pensiero che è poi quello del sindacato che sulla costa apuo-versiliese, ad esempio, vanta il maggior numero di iscritti con l’obiettivo sì di tutelare i concessionari, ma anche l’interesse economico legato al turismo balneare».

Angelo Petri

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