Sicurezza
La scommessa dei genitori «La piscina? La compriamo»
L’idea di Franco Baroni appoggiata da molti utenti dell’impianto della Darsena: «Provare a raccogliere 1 milione e mezzo di euro con il finanziamento collettivo»
VIAREGGIO. Vogliono comprarsi la piscina comunale. E poi gestirla. Un’impresa impossibile? «Almeno noi stiamo provando a fare qualcosa» taglia corto Franco Baroni, l’ideatore della sfida dal basso abbracciata da cittadini, genitori, utenti e allenatori della piscina comunale chiusa il 5 aprile scorso. Insieme vogliono «raccogliere un milione e mezzo di euro attraverso il Crowdfunding (che è una forma di microfinanziamento collettivo via internet), le donazioni aziendali detraibili e le quote sociali. Questo - spiega Baroni - è l’obiettivo massimo, finalizzato a riaprire la piscina a settembre».
L’Asd Progetto sport Il primo passo «per riportare la piscina nelle mani dei viareggini», è quello della costituzione dell’Associazione sportiva dilettantistica Progetto sport. «La costituiremo la prossima settimana -annuncia Baroni - Il 3 maggio abbiamo un incontro con l’assessore allo sport, Sandra Mei, per presentare il nostro progetto. Negli scorsi giorni inoltre, abbiamo fatto una riunione in piscina con oltre cento persone tra genitori, collaboratori e utenti, e abbiamo subito raccolto 500 euro per la costituzione dell’Asd. L’associazione servirà per iscriverci nel registro del Coni e quindi per intercettare contributi pubblici e per raccogliere i soldi».
Il finanziamento «Non bisogna pensare a un milione e mezzo di euro, ma a 50 euro per 30.000 quote - dice Baroni - Già dalla prossima settimana, non appena avremo costituito l’Associazione sportiva, lanceremo la campagna di Crowdfunding, un finanziamento collettivo che prevede la restituzione delle somme versate nel caso in cui l’obiettivo non dovesse essere raggiunto. E poi - prosegue - cercheremo di intercettare i finanziamenti da parte delle aziende».
Il progetto L’iniziativa, come detto, nasce dall’idea di Baroni: responsabile regionale del settore nuoto della Libertas, organizzatore del Swimcontest, agente di commercio con un passato nel settore dell’efficienza energetica e padre di una delle collaboratrici della piscina comunale chiusa. E’ nella Nuoto Viareggio e nella Tirrenica Nuoto. «L’iniziativa - spiega - nasce da un’idea spontanea. Mi sono chiesto quale potesse essere la soluzione al problema. Ho parlato con diversi addetti ai lavori e dirigenti del settore trovando molte adesioni. Ho parlato anche con il curatore fallimentare della Viareggio Patrimonio, che era presente all’assemblea con il personale, le associazioni sportive e le famiglie. L’obiettivo è quello di raccogliere i soldi per comprare la piscina e poi gestirla. A quel punto potremo chiedere un mutuo al credito sportivo e fare i lavori per l’efficienza energetica con 300mila euro, abbattendo dell’80% i costi di gestione. Attualmente l’impianto costa 340mila euro l’anno di utenze, l’investimento quindi sarebbe recuperato nel giro di poco».
La gestione provvisoria «In un così breve tempo, come quello della gestione provvisoria, sarebbe impossibile fare degli investimenti. Se i costi di gestione non erano sostenibili prima - dice Baroni - non lo sono adesso e non lo saranno in futuro. Se avremo la capacità economica per partecipare all’avviso di gestione provvisoria, lo faremo, ma non è questa la soluzione».
La sfida Una cifra come quella messa sul piatto dei desideri da Baroni, non è mai stata nemmeno raggiunta in Italia attraverso il Crowdfunding. «Noi almeno proviamo a fare qualcosa. E ci crediamo - mette in chiaro lui - Siamo aperti al confronto e alla collaborazione con il Comune e con i vari enti di promozione sportiva. Vogliamo evitare che la piscina finisca in mani private con tariffe inaccessibili. L’intenzione è di dare responsabilità giuridica alla Asd con la trasformazione in una srl, con il limite del 10% di detenzione di quote da parte del privato, anche a fronte di donazioni maggiori».
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