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A fuoco per protesta l’opera d’arte

A fuoco per protesta l’opera d’arte

Vittorio Simonini incendia la sua scultura davanti alla Gamc

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VIAREGGIO. Ha dato fuoco alla sua opera d'arte in piazza Mazzini, davanti alla Galleria di arte moderna e contemporanea. Vittorio Simonini, artista viareggino, ieri mattina ha legato la sua scultura di plexiglass a un palo - dietro il parchimetro Mover - e poi ha dato tutto alle fiamme. Non ha chiesto alcun permesso. «Certo che no» conferma Simonini.

Un flash mob, quello dell' "artista che scolpisce con il fuoco", «per denunciare il sistema» dice lui. Dopo aver spento l'incendio appiccato pochi secondi prima, Simonini spiega che «l'arte è cultura e anche turismo, ma questa cosa gli amministratori stentano a capirla, e Viareggio non fa certo eccezione. In questo senso il Comune non dà opportunità». La scultura, composta da alcuni volti, si è piegata su se stessa alla prima fiamma. «Così - va avanti Simonini - è nata una nuova opera d'arte. Sono qui per ribadire la mia convinzione: bisogna andare oltre il sistema, distruggere per costruire». La sua è stata una performance di protesta. Senza pubblico. «Una denuncia - spiega lui - del tutto pacifica», messa in scena tra le macchine parcheggiate. «Ma anche una proposta, quella di riprendere la propria individualità. Io per primo voglio riprenderla. E per farlo c'è bisogno di andare oltre». Ed è proprio questo concetto, di andare al di là delle cose, che sta «alla base del movimento del Dilaismo, nato a Bologna da un'idea del critico Giorgio Grasso e del filosofo Carlo Monaco». Movimento a cui Simonini appartiene.

«Ho sottomesso il fuoco alla mia creatività, sono andato oltre l'atto di distruggere per vivere l'arte al di là del sistema» spiega lo scultore. La performance di ieri è cominciata poco dopo mezzogiorno. Simonini ha cosparso il rettangolo di plexiglass - con i volti in emersione dalle trasparenze - di liquido infiammabile. Poi ha dato fuoco a tutto. Le fiamme si sono spente pochi secondi dopo. Lui ha cercato di bruciare ancora quella sua opera. Alla fine la scultura ha ceduto. Si è staccata dal palo ed è finita a terra, curva su se stessa. Privata dei suoi volti. Forse Simonini la esporrà a Bologna, il 12 maggio, in un allestimento sul Dilaismo. «O forse no».(b.f.)

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