Il Tirreno

Versilia

Tassa di soggiorno “buco” di Abitalia

di Donatella Francesconi
Tassa di soggiorno “buco” di Abitalia

L’hotel del Gruppo Bulgarella deve al Comune ancora centomila euro da quanto incassato per il 2015

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VIAREGGIO. Raffica di bilanci al voto del consiglio comunale del 3 maggio, dal consuntivo 2014, a quelli relativi al 2015 - preventivo e consuntivo - al preventivo 2016, il primo effettivamente della Giunta Del Ghingaro. Il quadro economico post dissesto si va faticosamente delineando, con il peso del parere contrario dei revisori dei conti del Comune (con valore di referto) sul consuntivo 2014, mentre sugli altri atti - in particolare quelli del 2015 - il parere ancora non c’è, avendo i revisori appena ricevuto gli atti, solo da ieri pubblicati all’Albo pretorio. Interessante, però, spulciare i documenti allegati alle delibere di bilancio. Tra i quali anche quelli relativi alla tassa di soggiorno 2015 riversata al Comune da alberghi, bed&breakfast, campeggi.

Ottantasei strutture ricettive hanno riversato il dovuto. Un obbligo che la Corte dei Conti (delibera 19/2013) ha tassativamente fissato per i gestori nel qualificarli come agenti contabili di fatto, sul presupposto essenziale della materiale disponibilità di denaro di pertinenza pubblica (cosiddetto “maggior denaro”). Così che i titolari delle strutture sono tenuti a trasmettere al Comune il conto della gestione redatto sul cosiddetto “Modello 21” approvato con Dpr 194/1996.

Ventisette tra hotel, B&B e affittacamere hanno effettuato i versamenti - così l’atto nel consuntivo 2015 che va all’approvazione del consiglio il 3 maggio, allegati compresi - ma «non hanno inviato il Modello 21». Il Comune è tenuto a segnalare alla Corte dei Conti la mancata presentazione del conto di gestione. Il quale evidenzia, su uno schema fissato, il periodo, l’oggetto e gli estremi della riscossione, nonché gli estremi di riversamento delle somme sul conto di Tesoreria dell’Ente. Come da regolamento comunale.

Sei strutture non hanno parificato la loro situazione. E tra questi, il primo nel documento allegato al bilancio, è l’hotel Abitalia, quello della catena dell’imprenditore siciliano Andrea Bulgarella, inaugurato nel 2013 lungo viale Einaudi. Le altre sono Campeggio Paradiso, hotel Taiti, B&B Lulù, hotel Pardini e Hotel Miramare, con casistica diversa.

Ieri mattina, un confronto negli uffici del Comune ha confermato che alla verifica dell’amministrazione risulta non parificata la situazione dei Abitalia. «In quanto - si legge nei documenti del Comune - alla data di presentazione del Modello 21 (18 gennaio 2016) risultavano incassati 115.812 euro e riversati 16.143,50 euro». Situazione «in contrasto con l’obbligo dell’agente contabile di riversare nei tempi dovuti quanto incassato». Restano ancora da riversare - così l’atto allegato al bilancio - «99.668,50 euro». Situazione che per il Comune «risulta invariata». Al telefono con il “Tirreno” Bulgarella spiega di non essere al corrente della situazione: «Abbiamo degli uffici che se ne occupano». L’impegno è a rispondere nello specifico. Impossibile che non ci sia una spiegazione per il disguido su un atto dovuto.

I conti della tassa di soggiorno. Istituita nel 2012 (amministrazione Lunardini), ha avuto nel 2013 il suo anno migliore dal punto di vista di quanto è stato riversato al Comune: 583.061 la somma incassata dalle strutture ricettive e cifra identica riversata nelle casse dell’Ente.

Se al 2012 per parificare i conti mancavano 9.700 euro, per il 2014 le cose sono peggiorate: l’intera cifra riscossa dai gestori delle strutture ricettive ammonta a 700.000 euro. Ma in Comune ne sono arrivati solo 594.770. Un segno meno che incide per il 15% sul totale delle somme che l’Ente considera nel Fondo crediti di dubbia esigibilità.

Ma è singolare che anche il dovuto dalla tassa di soggiorno sia contabilizzato così. Perché altri Comuni in Italia si sono mossi come prescrive la legge per recuperare il dovuto dagli albergatori. Quello di Siena, per tre anni non versati, ha avviato nell’agosto 2015 un’indagine affidata alla polizia municipale. Mentre la Giunta di Rimini ha presentato 28 querele contro gli albergatori non paganti. E a Torino 19 gestori sono finiti sotto inchiesta per peculato, proprio questo mese.

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