Sicurezza
Caso Libecciata, lunedì la decisione sul ricorso
Pozzoli ha convocato alla Cittadella i legali che hanno seguito il processo In primo grado la Fondazione condannata ad un risarcimento di 39mila euro
VIAREGGIO. La Fondazione Carnevale ricorrerà contro la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Firenze per il “caso Libecciata”? La decisione sarà presa probabilmente lunedì, quando alla Cittadella si incontreranno i due legali che hanno curato la pratica - gli avvocati Alessandro Pasquini di Massa e Cristiano Giovannelli di Pistoia - insieme al commissario Stefano Pozzòli e al direttore generale Marco Francesconi. Anche se a dire l'ultima parola potrebbe essere il nuovo consiglio di amministrazione, quando sarà finalmente nominato dal sindaco Del Ghingaro.
La vicenda giudiziaria, che si trascina nelle aule giudiziarie da molti anni, è arrivata ad un primo punto fermo nelle scorse settimane con il verdetto di primo grado. In virtù del quale ha condannato la Fondazione Carnevale a risarcire l'associazione La Libecciata presieduta da Patrizia Lippi con una somma complessiva di 39mila euro (30mila di risarcimento vero e proprio più 9mila di spese legali) per aver indebitamente utilizzato la denominazione “Libecciata” durante il Carnevale 2010. Una condanna con risvolti economici decisamente più leggeri di quelli temuti (l'associazione aveva infatti chiesto un indennizzo di 266mila euro). Ma pur sempre una condanna.
Per la Fondazione si aprono adesso due strade. O quella di ricorrere in appello contro la sentenza di primo grado e puntare ad una assoluzione o quantomeno ad un sostanzioso sconto. Oppure non opporsi alla sentenza e pagare i 39mila euro chiudendo così definitivamente una vicenda che altrimenti rischierebbe di trascinarsi ancora per qualche anno con tutto quello che ne consegue (comprese le nuove spese legali da dover affrontare).
«Al momento dobbiamo ancora valutare bene come muoverci - spiega il commissario straordinario Stefano Pozzòli - ed è per questo che abbiamo deciso di incontrarci con i legali che hanno seguito il caso Libecciata per comprendere vantaggi e svantaggi di un eventuale ricorso». Ma, visto che il mandato del commissario (già prorogato di un mese) scadrà proprio il 30 aprile, non è escluso che la patata bollente resti in mano al suo successore.
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