Il Tirreno

Versilia

Arnaldo Galli? No, Armando...

di Alessandro Pasquinucci
Arnaldo Galli? No, Armando...

Curiosità e aneddoti alla festa dell’Osteria di Burlamacco per i 90 anni del carrista

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VIAREGGIO. Arnaldo Galli? Sbagliato. Certificato di battesimo alla mano, il "vero" nome del decano dei carristi viareggini risulta essere... Armando. Una rivelazione - svelata dallo storico Marco Lenci - che ha colto di sorpresa sia il diretto interessato sia i numerosi presenti alla festa di compleanno che si è svolta mercoledì sera all'Osteria di Burlamacco. Tanti ospiti hanno celebrato i novant'anni del costruttore, più in forma che mai. Dopo la cerimonia "ufficiale" organizzata il pomeriggio dalla Fondazione Carnevale, si è svolta anche questa serata-omaggio al decano dei maghi della cartapesta, dal tono più informale e improntata soprattutto sui tanti e simpatici aneddoti degli anni di carriera di Arnaldo.

Con l'ausilio di video e foto sono state mostrate le costruzioni realizzati a partire dagli anni ’40, con l'evoluzione artistica del carrista e le sue venti vittorie, che gli fanno detenere il record di tutti i tempi. «Arnaldo ha un caratterino niente male» ha scherzato Umberto Cinquini, che insieme al fratello Stefano ha collaborato con lui in società per due anni alla realizzazione di costruzioni di prima categoria, raccontando le proprie esperienze. «Fummo noi a convincerlo a mettere il telefono nell'hangar di via Marco Polo. E da quel momento le chiamate della moglie, che lo voleva a casa, sono diventate un appuntamento fisso».

Ad intervenire sono stati anche altri esponenti della "dinastia" Galli, come il figlio Roberto, che negli anni ’80 si è cimentato nella realizzazione di alcune mascherate in gruppo, il nipote Gabriele, colui che anima ogni anno i movimenti dei carri di Jacopo Allegrucci e l'altro nipote Fabrizio, vincitore proprio nell'edizione 2016 della prima categoria, per i quali Arnaldo è stato sempre un punto di riferimento, un esempio da seguire. «Mi ricordo ancora quando mio padre mi chiese di aiutarlo a tirare giù un mascherone dal carro che stava costruendo - ha raccontato il figlio - Io ho tirato e voilà, al posto del mascherone mi sono visto piombare giù proprio Arnaldo!»

Episodi simpatici, che il maestro ha commentato sempre con il suo deciso modo di fare e la sua ironia. Anche Massimo Breschi è intervenuto, in quanto il suo primo premio del 2015 con "Quello che non vorrei vedere" è stato ispirato proprio da un quadro di Arnaldo, che l'ha sostenuto nel progetto. Sul palco anche alcuni esperti della manifestazione, come i giornalisti Umberto Guidi, Claudio Vecoli e Paolo di Grazia, che hanno raccontato un Arnaldo talvolta inedito.

La serata è stata organizzata dal mascheratista Daniele Chicca, grande fan di Arnaldo con la collaborazione di Tommaso Lucchesi, appassionato di carnevale, che hanno anche anche ricoperto il ruolo di presentatori.

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