Sicurezza
Morte di Franco Panariello, chiesta condanna di un anno
Un solo imputato rimasto con l'accusa di omissione di soccorso. La famiglia: in beneficenza l'eventuale risarcimento
VIAREGGIO. Un anno e quattro mesi di reclusione. È la pena che la Procura chiede per Stefano Simoncini, 38 anni, accusato di omissione di soccorso nei confronti di Franco Panariello, scomparso a 50 anni nel 2011. La difesa di Simoncini, tutelato dall’avvocato Tiziana Pedonese, ha chiesto l’assoluzione.
La tragedia si consumò nella sera del 27 dicembre del 2011. Franco Panariello aveva avuto un percorso di vita difficile, con problemi di droga. L’associazione di cui era entrato a far parte ha testimoniato che ne era uscito. Quella sera fu trovato riverso in un’aiuola sulla Terrazza della Repubblica: l’indagine successiva della polizia portò all’identificazione delle tre persone che erano con lui. Due sono finite a processo e ne sono uscite col patteggiamento della pena, la terza (Simoncini) è tutt’ora imputata.
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Il processo si è dipanato tra testimonianze e ricostruzioni, che hanno cercato di capire le cause della morte del fratello dell’attore Giorgio Panariello. Secondo gli inquirenti Franco - nel cui corpo sono state trovate tracce di bupropione, un potente antidepressivo - poteva essere salvato. Opposto il parere della difesa, che sostiene che Franco è morto per choc anafilattico, che era già deceduto all’arrivo del 118 e che quindi non c’era più nulla da fare.
Dopo la richiesta di condanna da parte del pm Sara Polino - l’indagine è stata seguita però dal sostituto procuratore Giuseppe Amodeo - la parte civile, cioè la famiglia (tutelata dall’avvocato Cristiano Baroni) ha preannunciato che l’eventuale risarcimento danno sarà devoluto in beneficienza alla comunità di recupero Exodus di don Mazzi ed al Movimento qualità per la vita di Massa, di cui Franco Panariello faceva parte e che è tutelato in giudizio dall’avvocato Debora Ianniello. La sentenza è attesa per martedì 3.
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