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Versilia

Troppe morti, il marmo si ferma

La cava di Colonnata dove si è consumata l'ultima tragedia del marmo
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La cava di Colonnata dove si è consumata l'ultima tragedia del marmo

Sciopero unitario di otto ore e manifestazione a Seravezza per ricordare le tragedie sul lavoro e proporre misure per evitarle. «Servono più controlli»

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SERAVEZZA. Nel settore lapideo, in Italia, sono morte sul lavoro 29 persone in 6 anni. A Carrara 5 negli ultimi 8 mesi. Le segreterie nazionali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno proclamato uno sciopero generale nazionale di otto ore, per giovedì 28, in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, per ricordare tutti i morti e proporre misure concrete perché si agisca per mettere fine a questa strage di lavoratori.

Seravezza è stata scelta per la manifestazione e l'assemblea pubblica per la Toscana.

Gli infortuni, sostengono i sindacati, avvengono perché non si rispettano le norme di sicurezza. «I dati e lo studio pubblicato dall’Asl12 degli ultimi 10 anni - afferma Leonardo Quadrelli della Fillea Lucca - dimostrano che oltre il 90% degli infortuni sarebbero stati prevenibili ed evitabili adoperando le normali norme di sicurezza. Queste non si rispettano perché la maggioranza dei datori di lavoro non impone adeguatamente ai suoi dipendenti di osservarle. Così come si rimproverano o sanzionano i dipendenti se non lavorano o non rispettano l'orario, si dovrebbe fare lo stesso se non vengono rispettate le norme di sicurezza. Questo non avviene, sacrificando, spesso e volentieri, la sicurezza in favore della produttività.I capi reparto e i sorveglianti preposti dalla legge a essere il primo baluardo della sicurezza - prosegue Quadrelli - devono, allo stesso tempo, far questo ma rendere conto anche della produzione al datore di lavoro. Spesso, mi dicono delle loro difficoltà nel far valere le loro motivazioni coi datori le motivazioni qualora decidessero di bloccare la produzione. Senza dimenticare che ora, con il Jobacts, rischiano addirittura di essere demansionati».

Oltre al Jobs act, che secondo il sindacato avrebbe schiacciato i lavoratori nella compressione dei loro diritti, sotto accusa ci sono anche i tagli agli ispettori dell’Asl, che «sobo stati ridotti ai minimi termini». «Da quanto mi risulta - conclude il rappresentante della Fillea - il personale del dipartimento prevenzione dell’Asl 12 in 5 anni si è ridotto da 20 a 10 unità e negli altri territori la situazione è analoga se non peggiore. Ovviamente, la norma è nulla senza controllo e questa situazione favorisce purtroppo i datori di lavoro senza scrupoli a danno di quelli che le norme le rispettano».

È per reagire a questo insieme di numeri e problemi che le segreterie nazionali di Fenal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil hanno proclamato lo sciopero di 8 ore, per ricordare tutti i morti e proporre misure concrete perr porre fine a questa situazione.

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