Il dolore
Folla davanti al negozio chiuso
Migliaia di persone in Passeggiata a fianco dell’artista di strada aggredito
VIAREGGIO. Il segreto del mestiere è la composizione di acqua e sapone. E forse è lo stesso segreto della vita di Boris, uomo delle bolle di sapone, che in mezzo alle migliaia di persone che affollano la Passeggiata per esprimergli solidarietà, spiega la propria arte ai suoi amici artisti di strada, giocolieri, musicisti, arrivati da tutta la Toscana. Interrotto da decine di “fai una foto con noi?”. E lui si presta, sorridente. Per poi tornare dagli amici che per l’occasione hanno stappato lo spumante.
Due ore di manifestazione pacifica, 2.500 persone secondo il commissariato, un continuo andirivieni di famiglie, bambini, giovani, esponenti politici della città di tutti i partiti e di tutti i movimenti.
Ma è la festa delle bolle. E, dunque, dei bambini. Qualcuno di loro consegna disegni fatti per Boris. Qualcuno si inzuppa, inevitabilmente, del liquido per fare le bolle. Altri se ne vanno in giro con mani, braccia, faccette ricoperte di sapone: un altro uomo delle bolle è venuto ad animare l’happening pro Boris e le sue magie volano dalle mani messe a coppa dopo essere state immerse in una bacinella di acqua e sapone. I più piccoli non se lo fanno ripetere e lo imitano. Felici del “pacciugo”.
La fantasia dei più grandi vola. E la vetrina di “Mondodisco” - il negozio è rimasto chiuso dopo che la proprietà si è consultata con il proprio legale - si riempi di cartelli. Da “Siamo chiusi: si è rotto il rubinetto”, al più poetico “Una bolla di sapone è per sempre”, passando per le contestazioni ai proprietari e all’autore del gesto, il commesso che ha insultato e inzuppato d’acqua Boris. Colpevole di sporcare con il sapone i vetri di un negozio ad un passo dalla spiaggia, esposto quotidianamente alla salsedine e al volare della sabbia.
«È una vergogna assoluta: innaffiare un uomo che non ha fatto niente», sono le parole di Valerio Bonanni, romano di origine, oggi cittadino di Viareggio. Ed è questo il senso dell’indignazione che Viareggio ha portato in piazza: con la sistola e l’acqua si “aggredisce” lo sporco. Non un uomo.
Stefano Santini, armato di fotocamera «per passione» è arrivato in Passeggiata da Livorno: «Ho letto il cartello esposto dai proprietari del negozio - racconta al cronista -: solo oggi chiedono scusa? E domani no?». In mezzo ad un turbinio di bolle di sapone, perfino a forma di cuore, che si levano in aria verso un cielo che ha atteso la fine della manifestazione per virare a pioggia, si discute. «Il sindaco di Viareggio avrebbe fatto bene a ricevere prima Boris, che è la parte lesa, più debole. E solo dopo incontrare i proprietari del negozio», è l’opinione di Stefano Santini, arrivato alla manifestazione con l’inseparabile macchina fotografica.
Di opinione diversa Federica Zappalà ed il marito, romani, freschi sposi per mano del primo cittadino Giorgio Del Ghingaro: «Non esiste in Italia un sindaco che si prende la briga di comportarsi come ha fatto Del Ghingaro». Il dibattito non è più virtuale e la Rete torna ad essere uno strumento. Che consente alle persone di incontrarsi e confrontarsi dal vivo.
Tra le facce nella folla anche quella di Marco Bachi, bassista della celebre “Bandabardò”. Origini fiorentine ma residenza a Lucca e vacanze a Viareggio: «I miei figli sono cresciuti divertendosi con gli artisti di strada in Passeggiata», racconta al “Tirreno”. Ai ragazzi «è stato complicato spiegare un comportamento come quello che tutti hanno visto nel video relativo all’aggressione che Boris ha subito».
Tra tanti gesti di solidarietà concreta, quello del titolare della paninoteca “Adone”, con la sua bella stretta di mano a Boris, con contorno di panini. Ma anche la presenza di numerosi titolari di attività della Passeggiata che si è stretta intorno alla solidarietà portata all’artista di strada contro l’aggressione subita.
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