Il Tirreno

Versilia

Tutti a fare le bolle insieme a Boris

di Donatella Francesconi
Tutti a fare le bolle insieme a Boris

In Passeggiata oggi alle 16. Victor Musetti al sindaco: «Gli avete teso un trappola». Del Ghingaro: la pace c’è stata

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VIAREGGIO. L’appuntamento è per questo pomeriggio: alle 16, con slittamento possibile di un’ora perché le previsioni danno fine pioggia per le 17. Il tam tam corre sui social network e nei tanti gruppi WhatsApp: «Voglio portare i bambini sai/sapete dirmi dove e quando?». Alla risposta, il messaggio di ritorno è «ci saremo!» con contorno di “faccine”.

Sparare bolle di sapone, così l’evento, con una bella dose di ironia e con contorno dei tanti bambini che Boris continua a far divertire nonostante l’episodio di giovedì pomeriggio, quando il commesso di “Mondodisco” lo ha minacciato prima ed insultato poi, con contorno di minacce - da parte dello storico gestore dell’attività a Valter Musetti, giovane regista che riprendeva quanto stava accadendo.

La storia di Boris, di come è stato trattato, della solidarietà che l’uomo ha raccolto tra i cittadini di ogni condizione, credo, sesso, nazionalità ed anche dalla politica tutta, ha fatto il giro d’Italia approdando su tutti i mezzi di informazione nazionali. Ed ha fatto scoprire - lo raccontano tanti dei commenti in Rete - i tanti “Boris” che vivono a Viareggio, dormono dove capita, vivono della solidarietà, affrontano il mondo più duro, quello della strada. In una città che non è mai riuscita a darsi neppure un dormitorio-centro di accoglienza per chi - nei momenti più complicati della vita - si è ritrovato senza lavoro e senza un tetto sulla testa. E chissà che non sia un punto di partenza, al di là del pessimo episodio vissuto da Boris, per mettere insieme il modo dell’associazionismo (a Viareggio sempre troppo ognun per sè) intorno a queste tematiche.

La storia dell’aggressione all’uomo delle bolle non fa discutere solo il web. Dopo l’incontro in Municipio tra sindaco, Boris e Oreste Bergamini, genero di Corrado Fontana, lo storico proprietario del negozio in Passeggiata - incontro con stretta di mano solo privata - Victor Musetti ha parlato di «trappola» tesa a Boris. Al quale - racconta il giovane regista - «era stato detto soltanto che si trattava di un incontro privato con il sindaco. Invece quando siamo arrivati abbiamo trovato una messa in scena pronta per fotografarlo insieme a Oreste Bergamini». Per dimostrare «che i due avevano fatto la pace». Nonostante proprio dallo scontro con Bergamini, il giorno prima dell’aggressione, la vicenda sia nata.

Dalla propria pagina Facebook risponde il sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Ho dichiarato pubblicamente in consiglio comunale che avrei invitato le due parti a venire da me per chiarirsi, dopo che l'intera assemblea aveva manifestato il proprio sdegno per il gesto davvero insensato e violento che ha fatto il giro del mondo, tramite i social. Ho invitato i due, li ho fatti incontrare, si sono parlati davanti a me. Per evitare discussioni e fraintendimenti il colloquio è stato riservato e molto tranquillo. Ho fatto quello che secondo me un sindaco doveva fare».

Molte le contestazioni del “popolo” del web anche sulla vicenda della pace fatta.

Perché a scusarsi non è stato il commesso che ha aggredito Boris, prima a parole e poi inzuppandolo d’acqua, perché della pace non esiste una foto, perché i concessionari della Passeggiata sono da sempre visti come privilegiati in una città che, da anni, non riesce a regolamentare l’uso dell’abbondanza di bene pubblico (concessioni) da porto, alla spiaggia, passando per la pineta, la Passeggiata, i viali sulle due Marine della Darsena e di Torre del Lago.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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